Notizie dal Benin, lettera n. 2

Settimana Santa 2021 – Messico – Santa Maria de los Cocos
3 Maggio 2021
Milano, ordinazioni presbiterali 2021
16 Giugno 2021

L’amore, infine, ci fa tendere verso la comunione universale.
Nessuno matura né raggiunge la propria pienezza isolandosi.
Per sua stessa dinamica, l’amore esige una progressiva apertura,
maggiore capacità di accogliere gli altri,
in un’avventura mai finita che fa convergere tutte le periferie
verso un pieno senso di reciproca appartenenza.
Gesù ci ha detto: «Voi siete tutti fratelli» (Mt 23,8).
(Papa Francesco – Enciclica – Fratelli tutti)

30 maggio 2021

Cari fratelli e amici in Cristo,

Ormai sono da 9 mesi in Benin!

Siamo ancora nel tempo pasquale tra l’Ascensione e la Pentecoste; preghiamo perché il soffio dello Spirito Santo possa rinnovare tutte le cose e rinnovare persino il mondo e guarirlo da questa pandemia.

E’ stata la mia prima Pasqua in Benin. Le restrizioni del COVID-19 sono ancora necessarie, quindi, non ci sono state processioni e tutti indossavano le mascherine, ma OGNI celebrazione era gremita di fedeli!!!
Durante la veglia pasquale, la chiesa e il suo cortile erano stracolmi di persone che pregavano con grande fede. La veglia è iniziata alle 22 e si è conclusa alle 2 del mattino con le abituali tre raccolte di offerte, come avviene durante le celebrazioni domenicali … e anche i più poveri hanno donato ad ogni raccolta, poco, ma fedelmente. Tutto era animato dai canti in lingua fon.

A causa della pandemia, la commemorazione dei 25 anni dell’APS (Assistenza Sanitaria Primaria), il 15 aprile, inizio dell’APS Santa Marcelina a San Paolo nel 1996, è stata celebrata solamente con una messa virtuale, a cui ho potuto assistere grazie alla tecnologia. Sì, diciamo che ora Internet, a casa, è più stabile e posso guardare le videoconferenze, cosa impensabile fino a pochi mesi fa. In questo momento, ammetto che la mia più grande penitenza è quella di non poter essere collegata.
Tutte le energie dei gruppi dell’Assistenza Sanitaria Primaria sono ora concentrate sul contenimento della pandemia, il che è più che normale.

E’ iniziata la vaccinazione qui in Benin. Ed è gratuita!
Poche cose sono gratuite qui, ma quella per la protezione dalla pandemia, sì!

Volevo solo ribadire come l’assistenza sanitaria di base Santa Marcellina, con tutte le altre esperienze sorte attorno a questo progetto (il corso di medicina presso la Facoltà Santa Marcellina), sia riuscita a trasformare il sistema sanitario nella zona orientale di San Paolo. Il mio cuore non può far altro che ringraziare Dio per tutto ciò che ho sperimentato e tutto ciò che è stato possibile fare.

Ho pubblicato alcune foto su Facebook per festeggiare l’anniversario, ma è impossibile scrivere in breve questa storia di 25 anni. Se oggi sono qui in Benin con la convinzione che le cose possano cambiare è perché ho vissuto questa grande esperienza con grande intensità e profondità.
Una piacevole sorpresa è stata anche l’aver vinto il Premio Adib Jatene, per la mia tesi di dottorato, un concorso promosso dalla Associação Saúde da Família. Un ringraziamento speciale alla Dott.ssa Maria Eugenia. Il denaro ricevuto sarà interamente utilizzato per l’istituzione della Pastorale della Prima Infanzia qui, in Benin.

Il premio Adib Jatene, donato dall’Associazione della Sanità della Famiglia.

Ora vi comunico alcune notizie della Pastorale. La nostra mascotte, Trinité, è stata ricoverata; il suo ricovero è costato 58.000 FCFA; non sembra molto, ma il salario minimo qui è di 40.000 FCFA (73,68 $ CAN / 60,83 Euro / 389,49 real brasiliano). E’ stato un ricovero che ha richiesto pochi farmaci e senza alcun intervento invasivo. La mamma ha dovuto portare Pierre Précieuse, la sorella minore. Guarda la foto delle due bimbe, la più piccola è la maggiore e si chiama Trinité … è affetta da una grave malnutrizione. Grazie alle donazioni, la Pastorale si è occupata dei costi del ricovero perché nessun membro della famiglia ha un lavoro fisso, così da pagare queste spese. Sto impegnandomi affinché tutti abbiano accesso ai servizi sanitari, questa lotta è diventata più forte in me. Non è pensabile che tanti, troppi, paesi non diano ancora accesso all’assistenza sanitaria. Da parte mia, ho avuto il grande privilegio di vivere in due paesi che l’hanno dato: Canada e Brasile.


Trinité e Pierre Précieuse durante la loro degenza in ospedale.
L’accoglienza al loro ritorno a casa, la mamma è vestita in verde.

Nel frattempo, nuovi volontari della Pastorale della Prima Infanzia si sono uniti ai membri già esistenti e hanno adottato nuove famiglie con situazioni molto, molto tristi. Il mese scorso abbiamo scoperto un bambino che aveva 16 mesi e non poteva soddisfare ai suoi bisogni, né camminare, era sdentato, non poteva parlare e aveva problemi respiratori sin dalla nascita. Quando l’ho visto, ho capito subito che aveva la sindrome di Down, ma sua madre non ne era mai stata adeguatamente informata. Abbiamo indirizzato il bambino là dove poteva essere meglio curato. Purtroppo è morto il giorno del nostro incontro Caritas. Siamo, dunque, andati a fare una breve visita alla madre.

La visita della Caritas alla mamma

Questa, rimasta vedova con 7 figli, compreso il piccolo defunto, non ha potuto andare nemmeno all’ospedale perché non poteva permetterselo e quella notte il piccolo Michael Valentin è morto.


Michael Valentin
Una foto del piccolo, nel giorno della celebrazione della vita;
forse l’unica foto che sua madre ha di lui.

E’ stato, poi, sepolto nel cortile della casa.

La benedizione del Père Raymond
nel cortile della casa dove è stato sepolto.

E poi ci sono i gemelli, nostri vicini: John e Joshua, due anni l’uno e due mesi l’altro che non camminano. Grave rachitismo con deformità delle mani e dei piedi. Difficile aiutarli. Abbiamo iniziato ad aggiungere farina e vitamina D al loro cibo.

E c’è il caso della giovane adolescente “del villaggio” (del quartiere) che studiava con la zia a Porto Novo. E’ rimasta incinta e sua zia l’ha rimandata a casa. Sfortunatamente, ha interrotto i suoi studi. Secondo quel che si racconta, sarebbe caduta a casa (alcuni dicono che la sua stessa famiglia potrebbe averle dato del veleno); la giovane donna è stata quindi portata all’ospedale della zona, che poi l’ha mandata all’ospedale universitario. Le è stata diagnosticata un’emorragia cranica. Essa si è quindi sottoposta ad un intervento chirurgico d’urgenza per un taglio cesareo, ma non ce l’ha fatta. È nata una bambina, che è andata a casa della nonna.

Quando l’incaricato mi ha portato a fare una visita c’erano diverse donne per sostenere la famiglia … ma stranamente hanno comprato il latte “Nursie 2” per bambini dai 6 mesi in su e stavano per darlo alla piccina. Siamo riusciti a sostituire il latte con quello della fase giusta …

E poi è arrivato il problema: mi hanno dato la piccolina in braccio. E ho dovuto subito darle un nome. Colta di sorpresa, mi è venuto in mente il nome Victoire perché aveva avuto una prima vittoria nella vita, quella di sopravvivere. Ho ricordato tante “vittorie” conosciute negli ospedali Sainte Marcelline … qui nascono degli: Esaudito, Preziosa, Tesoro, Speranza, Meraviglia, Fortuna, Dio-hadonato, Grazia, Miracolo, DivinovolerediDio e se la piccolina è nata vicino a Pasqua: Pasqualina, vicino all’Epifania: Epifane, Basilio, ecc., così sono i nomi, pieni di spirito.


Victoire e alcuni vicini. Vivrà insieme ai suoi zii e alle sue zie (6)
di cui alcuni sono ancora piccoli.

La pastorale si va rafforzando ogni giorno di più. Preghiamo perché si sviluppi e si estenda la cura pastorale in altre parrocchie. Sono stati gettati alcuni semi. Ma la cosa più importante sarà la nostra festa dei primi 6 mesi, quando avremo una S. Messa celebrata dal Vicario Generale della Diocesi. Vi racconterò questo nella prossima lettera.

Tra le altre attività svolte, c’è l’impegno della qualità presso l’ospedale dei Camilliani di Zinvié. Ma le nozioni di qualità, sicurezza dei pazienti, bio-sicurezza, sono molto lontane dalla realtà vissuta in ambito sanitario, qui in Benin. Qual è la ricezione ?!?! Per la sua buona riuscita l’operazione è stata indirizzata, innanzi tutto, alla sensibilizzazione del personale ospedaliero, circa 250 persone, e si è svolta in più sedute. Il risultato è molto positivo ed entreremo nella diagnosi istituzionale e nella discussione sulla pianificazione strategica. Storia da seguire.

Un altro compito in fase di sviluppo è quello presso l’ospedale dell’Associazione San Camillo, che rimane, tuttavia, un centro sanitario con una maternità.


Educazione all’accoglienza all’ospedale Zinvié

Il fondatore, un meccanico, ha rivoluzionato l’approccio alla salute mentale in Costa d’Avorio, Togo e Benin. L’associazione San Camillo – che è distinta dalla Congregazione Camilliana – gestisce diversi centri di riabilitazione per persone con malattie mentali, avendo tolto migliaia di pazienti dalle strade e da centri in cui essi venivano incatenati per anni a tronchi, ad alberi o ad altri impedimenti! Anche se la situazione è migliorata, la salute mentale rimane un tabù. Ho già menzionato questa storia in passato, ma è così straordinaria che vale la pena ricordarla. Lascio un link di uno o due video su Grégoire, il fondatore.
La missione di Adjarra è quindi quella di trasformare questo centro in un piccolo ospedale che possa curare e gestire anche questi malati mentali maltrattati in altri centri.
Abbiamo iniziato la costruzione della Casa del Volontariato grazie al finanziamento della coppia Thomas e Louisa Lee, i genitori adottivi di Flavia, che è stata un angelo in questo sostegno finanziario (hanno anche donato una motocicletta per il lavoro pastorale). Questo aiuta molto per le visite alle famiglie.


La costruzione della Casa del Volontariato

La casa consentirà ai missionari di essere molto vicini all’ospedale e di fornire pieno supporto durante le missioni. Successivamente, il progetto intende completare il centro sanitario con un reparto di maternità e un reparto chirurgico, seguendo le regole del ministero per poter offrire un servizio dignitoso e anche innovativo.
Intendiamo lavorare sul parto umanizzato ed è per questo che abbiamo già assunto ostetriche per iniziare la formazione e lo sviluppo delle capacità di questi cambiamenti culturali. Sono regole dell’OMS, ma che qui non vengono seguite. La Fondazione Bourget finanzierà gli stipendi per un anno.

Le tre ostetriche cha hanno iniziato a lavorare il 1° maggio 2021,                                                                                                                                                                          grazie alla Fondazione Bourget

A scuola abbiamo avuto alcuni piccoli progetti, come la creazione di due comitati studenteschi, uno sull’ambiente, i cui membri devono esserne i custodi, per aiutare a separare i rifiuti dai materiali riciclabili (per il compostaggio) e la plastica che purtroppo è ancora bruciata per mancanza di altre opzioni! Ma ci stiamo lavorando: stiamo conducendo campagne per cercare di ridurre la plastica e sostituirla con plastica biodegradabile.
L’altro comitato si cura del cibo: abbiamo fatto cartelli per identificare tutti gli alberi da frutto della scuola ed incoraggiare gli alunni a introdurre più frutta e verdura nella loro dieta quotidiana e per sensibilizzare le classi.

Termino questa relazione. Vi dirò di più nella mia prossima lettera.

La pittura dei secchi per la raccolta differenziata
Il Comitato dell’ambiente

Uniti nella preghiera, soprattutto in questa novena di preparazione alla Pentecoste. Invochiamo insieme lo Spirito Santo, l’Amore infinito di Dio, che ci piace nominare con i suoi sette doni per meglio comprenderlo e inserirlo nelle nostre azioni evangeliche, quotidiane.

Con l’affetto di sempre,


Sr. Monique Bourget

Liens sur l’Association Saint Camille: https://www.youtube.com/watch?v=nB3le-kBkok
E https://youtu.be/hVMKKQ7Sl-4 (più corto)

Brésil: ONG Sementes da Saúde: https://www.sementesdasaude.org/

Canada, Bourget Fondation : https://www.bourgetfoundation.org/donate/

Il mio numero WhatsApp qui in Benin è: +229.61.14.43.26. Non ho sempre accesso a Internet quindi non preoccupatevi se non rispondo subito. Questa lettera è il modo più facile che ho trovato per poter dialogare con tutti coloro che mi accompagnano e che pregano con me per questa missione e quelle delle Marcelline. Così posso raggiungere più persone.
Vorrei che voi sappiate che siete nel mio cuore e nella mia preghiera quotidiana.