

26-29 novembre 2016
Un divano spinto dall’inizio del capannone fino alla “scuola” per farci sedere, un’arancia donata, un chiedere degli altri che quest’estate erano con noi al campo, un abbraccio lungo e caloroso in cui c’erano tutte le parole che non potevamo dirci e tutta la partecipazione alla loro sofferenza. Questo il nostro ultimo incontro con i rifugiati nel campo di Oreokastro, tra quelli che conosciamo, il più desolato e desolante, dal quale non puoi partire come sei entrato.
Questa volta eravamo quattro suore, una signora e due volontari con i quali ci siamo incontrati ad Igoumenitsa. Loro venivano da Brindisi ed avevano fatto la notte in traghetto per portare su di un furgone: the, camomilla, biscotti, cioccolato, vestiario e scarpe.
Con noi c’erano, dunque, anche tutti coloro che hanno donato, raccolto, caricato e scaricato tutta quella merce. Eravamo davvero tanti!