La nostra terza volta al campo dei rifugiati ad Idomeni

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Campo profughi – 3 e 4 maggio 2016

La nostra terza volta al campo dei rifugiati ad Idomeni è stata un toccare sempre più con mano la desolazione di quelle migliaia di persone che vivono sotto tende da campeggio o in quelle delle varie associazioni che prestano il loro aiuto lì: Ci si chiede come abbiano fatto a resistere per mesi in quelle condizioni. E’ solo una speranza impossibile che li fa restare, oltre al fatto che tutto ciò che possedevano, casa, lavoro, beni e alcuni parenti, è stato cancellato dalla guerra.

Quello siriano è un popolo dignitoso, educato, perlopiù colto; ma non si può continuare ad essere “uomini” al di sotto di certe soglie di miseria e degrado: tende addossate, nessuno spazio vitale, scarsissima possibilità di lavarsi, inoperosità imposta dalla situazione, cibo sufficiente solo alla sopravvivenza, nessuna organizzazione di vita sociale perché il gruppo è troppo numeroso da gestire…

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