


La Basilica di Sant’Ambrogio era gremita: 102 dei 139 tra consacrate e consacrati, appartenenti a 27 diverse Congregazioni.
La celebrazione eucaristica è stata presieduta da sua Ecc. Mons Mario Delpini e concelebrata dal vicario episcopale di Settore, monsignor Walter Magni e dall’abate di Sant’Ambrogio, monsignor Carlo Faccendini (di cui il vescovo Mario ricorda il 50esimo di ordinazione sacerdotale.

Nella sua omelia, ispirata dalla lettura degli Atti degli Apostoli (11, 27) monsignor Delpini ha attualizzato la figura biblica del profeta Àgabo per delineare tre specifiche “carestie” che affliggono la società contemporanea, proponendo la vita consacrata come il soccorso necessario per ognuna di esse.

La prima sfida è la carestia della gioia. l’Arcivescovo ha osservato come, nonostante l’abbondanza di beni materiali e potere, il mondo soffra di una profonda tristezza che non può essere colmata dagli acquisti o dal comando.
A questa aridità rispondono le consacrate, descritte come donne radiose che inviano alla “città triste” la loro letizia invincibile, un dono che scaturisce direttamente dalla vittoria di Cristo sulla morte. Il discorso si sposta poi sulla carestia della preghiera, evidenziando come la frenesia e i calendari congestionati impediscano l’amicizia affettuosa con Gesù. Questa mancanza di ascolto spirituale induce alla disperazione e rende la città arrogante e confusa; tuttavia, il rimedio giunge ancora una volta dalle religiose che, attraverso la memoria devota e la confidenza nella forza di Dio, offrono il coraggio necessario per affrontare ogni momento della vita, dalla salute alla malattia.
Infine, viene denunciata la carestia della pace, intesa come il frutto amaro del guardare l’altro con sospetto e investire in strumenti di morte anziché nella cura dei più deboli. In questo contesto, la vita consacrata si manifesta come un autentico presidio di fraternità.
Oggi quindi celebriamo la profezia della vita consacrata.
Come Agabo annuncia la grande carestia di pane e i discepoli cercano di porre rimedio; così anche i consacrati sono profeti, interpretano con sguardo di fede la carestia che rende triste il mondo, la mancanza di gioia, la mancanza di preghiera, la mancanza di pace e portano soccorso con la loro vita. E oggi celebriamo la gratitudine, l’ammirazione e l’intercessione per sorelle e fratelli che ricordano anniversari significativi di consacrazione.
Che siate tutti benedetti da Dio!





