“Tre giorni fa”

Il Processo Sinodale 2021-2023
19 Ottobre 2021
Messico, Querétaro – Professione religiosa di suor Ariadna Ruiz Ochoa
18 Gennaio 2022

«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.»
(Mt 5,3.6.9)

 

BUONA FESTA DI OGNISSANTI!

Bénin, Golo Yekon, 1 novembre 2021

“Tre giorni fa…”, un’espressione che usiamo qui in Benin quando intendiamo dire che è passato un po’ di tempo. Possono essere alcuni giorni o mesi. In effetti, sono passati quasi sei mesi dall’ultima volta che vi ho scritto. Scusate. Il tempo passa in fretta. La festa dei sei mesi della Pastorale della Prima Infanzia, il 31 maggio, è stata un’apoteosi. Mi sono resa conto di quanto ai beninesi piaccia far festa. Sono venuti tutti, … anche in più; abbiamo dovuto controllare bene le porte dando a tutti una sciarpa, ma c’è sempre chi riesce a infilarsi dentro. È stata davvero una giornata di gioia e di condivisione. Una messa celebrata da sette sacerdoti con canti e processione, seguita da una processione tra la chiesa e la scuola, che dista circa 500 metri, poi discorsi, un insegnamento di una religiosa pediatra e infine un’abbondante merenda.

Finalmente, a giugno, è nata la pastorale in una seconda parrocchia, quella di San Paolo in Adovie, a circa un’ora da casa nostra. Una parrocchia nascente, dove la gente è entusiasta e ben organizzata. E con la prima esperienza, l’inizio e l’avvio della pastorale: abbiamo 11 responsabili ben impegnati che accompagnano più di 150 bambini e circa 20 donne incinte.

Una responsabile con una donna, assistita dalla Pastorale

 

I membri della pastorale

 

Nelle prime settimane abbiamo già dovuto far fronte alla prima morte, una bambina di due anni, affetta da idrocefalia. Questi bambini con deformità non hanno praticamente alcuna possibilità di sopravvivenza. I costi per seguire questi bambini non possono essere pagati dalla maggior parte delle famiglie. E il governo non aiuta affatto, assolutamente nessun sostegno. Abbiamo perso anche, nella parrocchia di San Giuseppe, un altro bambino che soffriva di idrocefalia. Aveva già un drenaggio, che era costato alla famiglia più di 1.000.000 di CFA (Can $ 2191,39; € 1530,57) e che la famiglia sta ancora pagando. Il piccolo ha incominciato ad avere continuamente febbre e a non mangiare, diventando quasi una piaga viva; era impossibile anche per la pastorale fornire un aiuto finanziario. Con il cuore pesante, supplicando con le mani e in ginocchio davanti all’altare, lo abbiamo aiutato per quanto ci era possibile, ma il bambino è morto. Questa mamma ha davvero fatto tutto quello che poteva. Lo stipendio minimo è di 40.000 CFA, ovvero 87 dollari canadesi/mese; € 61.

Ed è così che aumentano le richieste. È veramente difficile provvedere ai bisogni di tutti coloro che si presentano e la pastorale deve concentrarsi sulla sua missione. Aiuta a formare volontari in grado di sostenere e prevenire malattie e malnutrizione nei bambini piccoli e nelle donne in gravidanza. Lavoro fondamentale, per il quale ci vuole pazienza e perseveranza.

Luci di speranza si accendono quando ci arrivano notizie positive, come quella di oggi quando ho saputo che le donne sono uscite a chiedere cambiamenti del servizio della salute per essere accolte meglio. Vogliono andarci, ma attualmente non si sentono ben accolte e devono cercare altrove. L’invito a incontrare la Direzione è stato rivolto a tutte, ma chi sono quelle che vi sono andate? Le donne che sono sostenute dalla pastorale dei bambini. Dio sia lodato perché i semi sono cresciuti, anche quelli dei diritti di ogni donna ed ogni bambino del Benin. Complimenti ai responsabili che vi si dedicano con amore ed entusiasmo.

Un gruppo di donne che rivendicano un migliore servizio della salute

Questa settimana, tuttavia, siamo tutti tristi. Il Benin ha appena approvato una legge che consente l’aborto. Noi della Pastorale, faremo di tutto per garantire che le nostre donne non abortiscano e cercheremo di sostenerle nelle loro necessità. L’informazione e l’educazione sono l’arma migliore per combattere un tale male e una tale minaccia alla vita.

Il lavoro di qualità all’ospedale Lacroix di Zinvié procede pure a rilento, ma in modo sicuro. Abbiamo istituito un comitato direttivo – CODIR – che sta sviluppando il piano strategico. Abbiamo definito la missione, la visione e i valori dell’istituzione e ora stiamo lavorando all’analisi SWOT per definire i prossimi passi. Siamo lenti a lanciare il 5S, ma dovrebbe iniziare il mese prossimo. L’opera è immensa, certo Dio aiuterà perché porti frutto.

Per quanto riguarda Saint Camille et Adjarra, la casa dei volontari è quasi terminata. Purtroppo non abbiamo potuto utilizzarla durante il soggiorno dei missionari che sono arrivati a settembre; questi si sono prodigati in condizioni molto meno confortevoli, ma tutto è missione e questa sarà per sempre considerata come la prima missione in Adjarra.

Anche l’ospedale (Centro Sanitario ancora con Maternità) ha avuto molti problemi con l’Ordine dei Medici e il Distretto sanitario. I documenti non sono ancora in regola, il che ha fatto sì che la prima missione, che avrebbe dovuto essere più chirurgica, si è trasformata in una missione clinica… e le persone hanno lavorato molto. Nelle due località di Golo Yekon e di Adjarra, i missionari hanno visitato più di 5.000 persone. Cosa mai vista! C’è da dire che aiuta molto fare il lavoro di preparazione prima dell’arrivo della missione. Infatti, avevamo distribuito dei cartoni di vari colori secondo i giorni diversi e le fasce orarie diverse. Ma erano cartoni di famiglia… e ci sono troppe famiglie, quindi il numero dei pazienti è raddoppiato. Il gruppo è stato molto impegnato e le previsioni sui farmaci non hanno retto. Abbiamo dovuto acquistare altri farmaci – tre volte di più – per soddisfare la domanda.
Tutto l’aiuto dato alla missione è fondamentale… ci sono ancora dei conti da pagare, quindi se qualcuno può aiutarci ancora.

Avremmo avuto bisogno di più dentisti, visto che i gruppi erano separati, ma abbiamo preferito lasciare i due dentisti insieme, perché l’uno possa assistere l’altro; non siamo stati in grado di utilizzare neppure lo studio dentistico dell’ospedale.

Tutte queste difficoltà hanno solo aumentato la generosità dei volontari e la loro determinazione ad aiutare e a servire. I missionari sono stati molto generosi e disponibili. Dio sia benedetto per tutti coloro che ne hanno beneficiato – ci sono stati anche più di 20 piccoli interventi chirurgici, una persona aveva avuto un lipoma per oltre 35 anni che lo infastidiva molto. Il suo intervento è stato uno dei successi. I missionari sono ritornati tutti sani e salvi. Il COVID ha lasciato in pace la popolazione – grazie a Dio! Ma la malaria era in pieno svolgimento: praticamente ogni test eseguito era positivo per il tipo Falciparum!

Ci sono prospettive di far crescere la pastorale nelle prossime settimane, in due diverse parrocchie della diocesi di Adjarra, nelle parrocchie dove si è svolta la missione. La missione ha anche aperto le porte per avviare il progetto.

Non posso non ricordare Brigitte, la mia piccola protetta che vive a So-Ava, un luogo dove le case sono sull’acqua per diversi mesi all’anno – un luogo chiamato anche la Venezia dell’Africa, ma che non ha assolutamente nulla della ricchezza di Venezia.

Ho avuto modo di conoscere Brigitte tramite un volontario che mi ha segnalato che il suo ventre era diventato troppo grande. Vedendola la prima volta, mi sono detta che doveva essere esaminata. In effetti, è stato scoperto che aveva un nefroblastoma, un cancro ai reni. Senza un aiuto dall’estero, questa bambina sarebbe stata lasciata al suo destino. Dio manda degli angeli sulla nostra strada: ho ricevuto una donazione per pagare la cura, da un grande amico medico del Brasile.
Ha già fatto sei sedute di chemioterapia seguite da un intervento chirurgico per rimuovere il tumore e stiamo aspettando i risultati per iniziare un nuovo ciclo di chemioterapia.

      

Brigitte, prima dell’intervento       due giorni dopo l’intervento       dopo una settimana

Grazie ancora per tutto il sostegno delle vostre preghiere. E chi può contribuire finanziariamente, sappia che aiuterà molte famiglie e bambini. Sarò in Canada a gennaio.

A presto, prego per tutti.

sr Monique