Una suora interamente consacrata alla missione

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Dal settimanale cattolico La Croix du Bénin del 4 ottobre 2019

Dal settimanale cattolico La Croix du Bénin del 4 ottobre 2019

 

Mese missionario straordinario
La gioia della missione per la fecondità della Chiesa

 

Di fronte all’urgenza di un risveglio missionario, Papa Francesco ha decretato il mese di ottobre 2019 come Mese Missionario straordinario. Obiettivo: alimentare l’ardore dell’attività evangelizzatrice della Chiesa “ad gentes”. La Chiesa in Benin, attraverso la direzione nazionale delle Pontificie Opere Missionarie (Opm), partecipa a questo rinnovamento missionario, a seguito di una vasta campagna di consapevolezza e conversione a Cristo per la fecondità della Chiesa universale.

 

 

 

 

 

 

 

“Incontro con una sorella interamente consacrata alla missione”
(traduzione italiana dell’articolo di Stanislas AMOUSSOU: “À la rencontre d’une Sœur entièrement dévouée”, apparso il 4 ottobre 2019 sul settimanale cattolico La croix du Bénin)

Martedì 1 ottobre 2019

A 32 chilometri a nord di Cotonou, il cortile della Scuola Sainte-Marcelline – l’Istituto Internazionale delle Suore di Santa Marcellina – era quasi deserto. Erano circa le 7,30. Nel villaggio di Glo-Yèkon sulla strada Cotonou-Bohicon, si potevano vedere alcuni bambini con le loro uniformi, camicie o polo blu cielo sopra i calzoncini, pantaloni o gonne blu scuro. Sempre nel campo, di fronte alla sala delle feste, c’erano una quarantina di alunni, tutti vestiti con una maglia gialla con fasce verdi, gialle e rosse attorno al capo.
Costruita su un terreno di 3,5 ettari, la scuola occupa appena 1/5 dell’area. Conta 90 bambini nella scuola materna, 352 nella scuola primaria e 163 al college. È guidata da suor Clarice Baseggio, cittadina brasiliana. La sua comunità è composta da tre suore: con lei, Suor Maura Lucia Pinheiro de Lacerda (brasiliana), Suor Maria del Rocio Soria Ratia (messicana).
Suor Clarice Baseggio, sulla sessantina, nasconde i suoi capelli grigi sotto un velo bianco; di taglia media e di forma snella, nascosta dall’uniforme color cenere, abbottonata davanti, suor Clarice è di una semplicità celestiale, sempre sorridente; si prende cura di tutti i bambini. Un po’ scherzosa e ricca di umorismo, unisce questi tratti caratteriali ad una grande umiltà: “Lavoro per l’Istituto, ed è l’Istituto che è missionario e non io. Non ho niente di speciale, penso che ci voglia una persona molto migliore di me per fare il ritratto che lei desidera”, dice. Più tardi aggiunge: “Per me, il missionario è come lo sterco che viene utilizzato per arricchire il terreno, cosicché l’albero possa nutrirsi e crescere”.

Origini in Benin
L’istituto Internazionale delle Suore Marcelline si è stabilito in Benin dal settembre 2006. Il Benin è l’unico paese africano in cui l’Istituto è presente. “Alcune suore erano venute a Kandi, ma dopo due anni se ne sono andate. È il padre Raymond Goudjo che ci ha fatto venire qui perché voleva e vuole ancora una formazione attiva per i bambini.      Ci ha trovato questa terra e ci siamo trasferite qui dal 2006 “, dice suor Clarice. Sono ormai 13 anni che suor Clarice Baseggio si trova in Benin. Ha fondato e costruito l’Ecole Sainte-Marcelline. L’Istituto è coinvolto nell’istruzione e nella salute. La sua vocazione è di incarnare Gesù nei suoi luoghi di missione: nel lavoro, nella formazione e nella preghiera.

Organizzazione della giornata
Sveglia alle 5 del mattino: la meditazione dà inizio la giornata. Alle 6,10: preghiera delle Lodi e alle 6,30 partenza per la Messa delle 6,45, nella parrocchia di San Giuseppe di Glo Yèkon. Di ritorno dalla messa, suor Clarice fa il giro della casa. Suor Maria (sr Rocio n.d.t.) testimonia: “Non la vediamo subito dopo la Messa. Prima fa il giro della casa”. “Vado in giro per la casa a vedere se tutto è a posto, se i maestri e gli insegnanti sono tutti presenti. Controllo la puntualità, la pulizia. Verifico che tutto sia sicuro e curo che ai bambini non manchi nulla. Parlo con i genitori degli alunni che hanno problemi. Se un bambino è indisciplinato, chiamo i genitori. O se uno è malato, chiamo i suoi genitori”, risponde. Dopo questo giro, il cui programma non è fisso, suor Clarice va a fare colazione, e poi nel suo ufficio per la segreteria e la contabilità. Tra le 12,00 e le 14,00, la responsabile della scuola Sainte-Marcelline sorveglia i bambini mentre mangiano e riposano. “E quando loro tornano in classe, viene servito il pranzo per la comunità”, dice la sorella. “Nel tardo pomeriggio, alle ore 18,30 ritorniamo a pregare: meditazione, celebrazione dei Vespri e recita del rosario alle ore 19,00”.

Alcune difficoltà
In Benin, l’Istituto Internazionale delle Suore di Santa Marcellina non ha aspiranti. “Dato che siamo donne straniere, le ragazze pensano che dovranno andare altrove. L’esperienza dell’Istituto, invece, ha deciso che le suore del Benin dovranno essere formate nel loro paese”, spiega suor Clarice, perché – dice – “Quando le ragazze lasciano il loro paese e vanno all’estero, soffrono troppo e non fanno un buon discernimento della loro vocazione. Questa sofferenza ha diverse cause: la cultura, il clima, la discriminazione, il cibo. Quindi l’Istituto pensa che dopo una buona formazione, quando saranno cresciute, potranno anche andare in missione in altri paesi “.