4 maggio 2006 - Pagina 1


Un particolare saluto ai fedeli provenienti dalla Polonia che attendono di unirsi all'imminente pellegrinaggio

Alla prima udienza del mese di maggio oltre 50.000 fedeli pregano con Benedetto XVI

di Nicola Gori

La ricchezza della Chiesa ambrosiana e la sua vitalità si manifestano nei suoi santi. A partire da sant'Ambrogio, passando per san Carlo Borromeo, fino a giungere ai beati Carlo Andrea Ferrari e Ildefonso Schuster, il seme del Vangelo gettato secoli fa continua a fruttificare. Sono trascorsi appena tre giorni dalla beatificazione a Milano dei presbiteri Luigi Monza e Luigi Biraghi, che le figlie spirituali di quest'ultimo, guidate da Madre Maria Angela Agostoni, Superiora Generale, da suor Miranda Moltedo, dirigente scolastico del Collegio di Milano, il Consiglio generale, i laici, le alunne, le ex alunne e quanti gravitano intorno all'istituto delle Suore di santa Marcellina, hanno voluto ringraziare Benedetto XVI per l'evento di grazia. Sono un migliaio, che si sommano alla folla immensa di oltre 50.000 persone che festante si è radunata intorno al Santo Padre in Piazza San Pietro, mercoledì 3 maggio. Madre Maria Angela Agostoni, a nome di tutto l'istituto ha consegnato al Papa un reliquiario contenente un frammento di osso del novello beato Biraghi.

Dalle radici del cristianesimo, il beato Luigi Biraghi (1801-1879) ha preso l'ispirazione per fondare, nel 1838 a Cernusco sul Naviglio, l'istituto delle suore di santa Marcellina, che abbinano la consacrazione verginale all'educazione della gioventù femminile. Egli ha indicato alle sue figlie l'esempio di santa Marcellina, sorella maggiore di sant'Ambrogio, che ricevette il velo della consacrazione verginale dalle mani di Papa Liberio, nel Natale del 353, proprio nella Basilica di San Pietro. L'Istituto nacque per l'educazione culturale e morale della gioventù femminile di condizione agiata, con l'impegno, però, ad educare gratuitamente anche le fanciulle povere. Collaboratrice e poi continuatrice della fondazione insieme con il beato Biraghi, fu Madre Marina Videmari (1812-1891), che ne divenne anche la prima superiora. Le suore di santa Marcellina, ben presto, si diffusero nel territorio milanese ed oltre: Vimercate (1841), Milano (1854), Genova-Albaro (1868) e Chambéry (1876). Fino agli ultimi giorni della sua esistenza, il beato si dedicò con tutte le sue energie alla nascente Congregazione e alla formazione spirituale delle sue figlie. Mons. Biraghi morì l'11 agosto 1879. Il 27 ottobre 1971, il Card. Giovanni Colombo, Arcivescovo di Milano, aprì il processo diocesano di canonizzazione. Il 20 dicembre 2003, il servo di Dio Giovanni Paolo Il lo dichiarò venerabile.

Attualmente, le suore Marcelline nel mondo sono 750 e sono impegnate nel campo dell'educazione dei giovani con scuole. centri di formazione, università e ospedali. Come ha affermato suor Moltedo, le religiose Marcelline «cercano di offrire un aiuto alla famiglia attraverso un'educazione integrale, che permetta di incontrare Gesù tramite la cultura». Memori del fondatore, le suore vogliono essere vicine alla gente per sostenere le famiglie nel compito quotidiano di formazione dei figli. Il beato amava molto l'arte e l'archeologia, si ricorda che fu proprio lui che, nel 1864 nella Basilica di sant'Ambrogio, trovò la tomba del santo, in cui riposavano anche i resti dei santi martiri Gervasio e Protasio.

Molte le parrocchie e i pellegrinaggi diocesani. Da ricordare i 5000 fedeli dell'Arcidiocesi di Chieti-Vasto guidati dall'Arcivescovo Bruno Forte. Il Presule ha sottolineato i motivi del pellegrinaggio: «desideriamo essere confermati nella fede e vogliamo testimoniare l'amore, la fedeltà e la preghiera per il Papa».

I pellegrini hanno portato con sé un busto argenteo di san Giustino, Patrono dell'arcidiocesi, opera del maestro Luciano Primavera, donato dall'Arcivescovo alla Cattedrale, in sostituzione di quello del XV secolo di Nicola da Guardiagrele sottratto nel 1983. Il busto è stato portato a spalla dai valletti dei l'Arciconfraternita del Sacro Monte de' Morti, antica istituzione legata alla Cattedrale. Come ha sottolineato Mons. Forte, i giovani che indossano le divise seicentesche, sono il simbolo vivente dell'impegno di coniugare fedeltà e rinnovamento, custodia delle tradizioni religiose e apertura al nuovo che Dio chiede alla sua Chiesa. L'Arcivescovo ha riproposto così la figura di san Giustino, di questo «eremita del IV secolo, che dalla Maiella, venne chiamato dagli abitanti di Chieti per essere Vescovo della città. Egli seppe riconciliare i cattolici con gli ariani, segno che la vita contemplativa è capace di produrre riconciliazione. Questa forte esperienza di Dio è un messaggio per noi, per questo mondo pieno di conflitti».

Trecento i fedeli della parrocchia di Santa Maria Assunta in Pitigliano e un altro gruppo della parrocchia di san Nicola in Sorano, guidati dal Vescovo di Pitigliano-Sovana-Orbetello, Mons. Mario Meini. Erano presenti i due parroci: don Luca Caprini di Pitigliano e don Tito Testi di Sorano, che hanno testimoniato con i fedeli la loro fede davanti al Successore di Pietro.

Un'intera comunità in festa per riattingere alle radici di un'antica fede lo slancio per affrontare le sfide del futuro: è lo spirito con cui la città di Frattamaggiore, in provincia di Napoli e in arcidiocesi di Aversa, sta vivendo in questi mesi l'«Anno Giubilare Sansossiano» nella ricorrenza del XVII centenario del martirio del Patrono san Sossio. Con lo stesso spirito, 4.000 pellegrini frattesi hanno partecipato all'udienza generale, per vivere intorno a Benedetto XVI una gioiosa esperienza ecclesiale nel segno della devozione e della gratitudine.

Guidati dall'arciprete parroco della chiesa matrice e parrocchiale di san Sossio levita e martire, Don Sossio Rossi - anima e motore delle iniziative di questo Anno Giubilare - i parroci e i sacerdoti, i rappresentanti della comunità religiosa e civile, delle associazioni e delle scuole, del mondo dei giovani, dei bambini, degli ammalati, si sono ritrovati in Piazza San Pietro nel segno dell'esemplare esperienza di fede del giovane Santo Patrono, che 17 secoli fa offrì la sua breve esistenza per la causa del Vangelo. La sua vicenda risale agli eventi della persecuzione di Diocleziano in Campania (303-305). Giovane diacono della ecclesia di Miseno, subì il martirio alla Solfatara di Pozzuoli, insieme con san Gennaro, Vescovo di Benevento e altri cinque compagni. La loro memoria fu subito celebrata nei martirologi della Chiesa campana nelle sue varie sedi episcopali e poi si diffuse e si consolidò, avendo come punti di riferimento il monastero benedettino napoletano, dove si veneravano i corpi di san Sossio e san Severino abate, e Frattamaggiore, fondata dalla popolazione di Miseno scampata alle incursioni saracene. Nell'800 la città divenne il centro del culto sansossiano, dopo che le spoglie dei due santi vi furono traslate per iniziativa del Vescovo Lupoli. La memoria liturgica del Patrono si celebra il 23 settembre. E proprio dal settembre del 2005 ha avuto inizio l'Anno Giubilare, che si concluderà nello stesso mese del 2006.

«In questo tempo di grazia - spiega Don Rossi - l'intera comunità è chiamata a riscoprire la propria identità cristiana, religiosa, storica e culturale, con commemorazioni, manifestazioni e festeggiamenti tesi a favorire una migliore conoscenza della vita del nostro celeste protettore». «Oggi siamo qui intorno a Benedetto XVI - sottolinea - per essere confermati nella fede e per porgere al Santo Padre fervidi voti augurali per un lungo e fecondo ministero apostolico quale messaggero di pace e di amore tra i popoli». Insieme con il parroco, all'udienza hanno partecipato, fra gli altri, i membri dell'amministrazione comunale frattese, con il sindaco Francesco Russo, ed il sindaco della città avellinese di San Sossio Baronia, che come Frattamaggiore venera il giovane martire quale Patrono. Significativa anche la presenza dell'Ambasciatore d'Austria presso la Santa Sede, S.E. il Sig. Helmut Türk (San Severino è infatti Patrono della Bassa Austria).

Al termine dell'udienza, il Papa ha benedetto le due urne d'argento, realizzate appositamente in questo Anno Giubilare, che contengono le reliquie di san Sossio e di san Severino.

Nutrita la presenza dei religiosi e delle religiose: 73 suore dell'Unione Superiori Maggiori Italiane da Pozzuoli; 25 suore delle Figlie di Maria Ausiliatrice e 14 Padri della Società del Divin Verbo, che hanno accompagnato 60 studenti immigrati, che stanno frequentando un corso di lingua italiana presso l'Associazione Comboniana servizio emigranti e profughi.

Tra le religiose, significativa la presenza di 16 Missionarie della Carità della beata Teresa di Calcutta, accompagnate dalla maestra delle novizie, suor Martín de Porres. Le suore, il 24 maggio, emetteranno la professione religiosa perpetua nella Basilica di Santa Croce in Gerusalemme. 36 le carmelitane missionarie secolari provenienti dalla Corea, che hanno voluto essere presenti davanti al Santo Padre, per manifestargli la loro devozione e per compiere un viaggio alle radici della fede, visitando Roma e i luoghi del Fondatore, P. Francisco Palau.

Molti i seminaristi che hanno voluto testimoniare la loro fedeltà al Successore di Pietro: 21 da Vittorio Veneto, 16 da Lyon, 14 da Metz e 40 provenienti dalle Case Salesiane.

Moltissimi i laici presenti, tra questi, settanta delegati dei dirigenti territoriali della Conferesercenti, guidati dal vice presidente vicario Massimo Vivoli e dal direttore generale Giuseppe Capanna. La Confesercenti, che rappresenta oltre 260.000 imprese nel settore del commercio, del turismo, dei servizi e dell'artigianato, fa parte del Comitato Etico delle imprese, promosso dalla Pontificia Università Gregoriana.

Moltissimi i gruppi scolastici provenienti da diverse nazioni, tra cui un migliaio di ragazzi delle scuole toscane, che hanno partecipato al concorso «Leone e Francesco», che consisteva nell'illustrare alcuni episodi della vita del Poverello e di Frate Leone. Due studenti, accompagnati dal guardiano del Santuario di La Verna, Padre Fiorenzo Locatelli O.F.M., hanno presentato al Santo Padre il volume che raccoglie le opere degli studenti.

Vivace la presenza di 50 alunni delle scuole elementari dell'istituto santa Dorotea di Arcore, guidati da suor Gisella Usai delle Suore maestre di santa Dorotea della Frassinetti. I bambini hanno portato a Benedetto XVI un calendario del mese di maggio 2005, in cui, per ogni giorno è stato indicato il numero delle «Ave Maria» recitate e le intenzioni della preghiera.

Significativo il pellegrinaggio a piedi compiuto da un gruppo di 35 fedeli, che hanno percorso la Via Francigena dall'Abbazia di Saint-Maurice in Svizzera fino a Piazza San Pietro. Il gruppo è stato guidato dall'Abate Joseph Roduit dei Canonici regolari della Congregazione svizzera di Saint Maurice. I pellegrini hanno concluso il loro viaggio dopo 38 giorni di cammino, trascorsi a meditare e a pregare. L'iniziativa coincide anche con quella per i 500 anni di fondazione della Guardia Svizzera Pontificia. Giovedì 4 maggio, dopo 23 giorni di cammino, giungono in Piazza San Pietro 80 ex guardie svizzere pontificie, che sono partite il 7 aprile da Bellinzona, percorrendo i 720 chilometri della Via Francigena.