29 aprile 2006 - Pagina 6

Il carisma istitutivo

di Luciana Redaelli

L'incontro di Don Luigi Biraghi con la giovane Marina Videmari, durante un corso di esercizi spirituali, fu un grande segno di grazia.

Alla giovane Videmari che anelava ad essere monaca nel Monastero della Visitazione, ma ne era in quel momento impedita per motivi di salute e per scontento dei genitori, la sagace direzione spirituale del Biraghi e la sua perspicacia psicologica aprirono l'orizzonte di una Consacrazione più aperta all'attività apostolica, che ne avrebbe valorizzato le non comuni doti di intelligenza, sensibilità, coraggio d'apertura ai tempi e alle situazioni.

Completando la cultura di Marina Videmari mediante la scuola di valenti professori, il Biraghi ne formava il cuore e ne disciplinava le energie, plasmando in lei la valida collaboratrice per la formazione della nuova Congregazione. Creatosi attorno alla Videmari un saldo gruppo di giovani aspiranti, il Biraghi riuscì a formare un «sodalizio» di religiose che, legate da un vincolo di schietta e disinvolta fraternità, sorretta da una profonda vita interiore, trascorressero le loro giornate con le alunne, formandole con l'esempio anziché con «copia di precetti».

A queste religiose il Biraghi chiedeva una seria educazione culturale, ma, soprattutto, una disposizione d'animo alla tranquillità, alla quiete, al dominio di sé nell'attività esigente del dovere, una presenza gioviale e disinvolta fra le alunne, qualunque fosse l'incarico, di Maestra Educatrice o addetta ad altre mansioni.

Il «metodo benedetto» della presenza famigliare tra le alunne è, dunque, il distintivo della suora Marcellina, cui le Costituzioni scritte dal Biraghi non chiedono penitenze e azioni straordinarie ma l'ordinaria fedeltà nel quotidiano; e di questo sarebbe stata fulgido esempio una delle prime alunne del Collegio di Vimercate, la beata Maria Anna Sala, che si santificò vivendo la Regola del Fondatore, nella semplicità della vita comune, tanto da meritarsi la definizione di «Regola vivente».

Attirare anime a Dio con il proprio vigile operare mediante la luce della verità insegnata e mediante la luce ancor più attraente del quotidiano sacrificio: questa l'intuizione del Biraghi che emana da ogni riga delle Costituzioni.

Al tempo del Biraghi era «la povertà» spirituale della classe borghese ad esigere tale presenza: oggi le lacune e le povertà cui dare «nutrimento» sono varie e molteplici, in una società multietnica, dilatata negli spazi e differenziata nelle culture. Ma è pur sempre una «presenza» che presuppone una soda preparazione da parte di persone chiamate a seguire Dio nell'impegno di educare, cioè trarre dalle varie situazioni dell'uomo d'oggi fermento da far crescere per l'avvento del Regno.

Oggi le Marcelline propongono il loro carisma in Italia, Svizzera, Inghilterra, Albania, Brasile, Canada, Messico nelle diverse forme apostoliche: la scuola, gli ospedali, le missioni, i centri di spiritualità, le strutture di accoglienza, per «insegnare Gesù» con il metodo «benedetto».