aprile 2006 - Pagina 2

La forza dell'esempio è superiore ai precetti.

di Suor Sara Brenda

"Insegnerete più con l'esempio che con tanti precetti". È così che si può riassumere il metodo educativo di mons. Biraghi, che nella sua semplicità ha portato a grandi risultati. In pochi anni, infatti, la congregazione delle Marcelline, che egli stesso fondò per l'educazione femminile, si estese in Italia e nel mondo, con opere anche in campo ospedaliero.

L'INTUIZIONE PEDAGOGICA

Il prossimo 30 aprile, nel Duomo di Milano, il sacerdote Luigi Biraghi, fondatore delle suore Marcelline, sarà beatificato durante una celebrazione eucaristica, presieduta dall'arcivescovo Dionigi Tettamanzi.

Quella di mons. Biraghi è stata una vita intensa e feconda. Prete ambrosiano dell'800, nella Milano delle guerre di indipendenza dagli austriaci, fu uomo di pace e di conciliazione, ma anche di onestà intellettuale e riflessione audace.

La Vita

Don Luigi Biraghi nacque a Vignate (Milano) il 2 novembre 1801, da Francesco e Maria Fini, entrambi appartenenti a famiglie di lavoratori agricoli, di profonda fede cristiana. Intorno al 1806 la famiglia si trasferì nel vicino Cernusco sul Naviglio, dove Luigi trascorse la sua fanciullezza. Ricevette un'ottima formazione religiosa e culturale nel collegio "Cavalieri" di Parabiago. All'età di 11 anni venne accolto nel seminario diocesano di Castello sopra Lecco, da dove successivamente passò nei seminari maggiori di Monza e di Milano.

Ordinato sacerdote il 28 maggio 1825, fu destinato all'insegnamento nel seminario di S.Pietro Martire a Seveso e di Monza fino al 1833, quando ebbe l'ufficio di direttore spirituale del Seminario Maggiore di Milano. Lasciato tale incarico, dopo la rivoluzione del 1848, l'arcivescovo Romilli lo volle ancora nel seminario teologico quale professore di Dogmatica e suo assistente nelle visite pastorali.

Nel 1855 fu nominato dottore della Biblioteca Ambrosiana, prendendo alloggio presso i padri Barnabiti di S.Alessandro.

In questi anni, accanto all'attività della penna e dello studio, svolse pure una vasta attività socio-assistenziale e missionaria, sostenendo la fondazione dell'istituto delle Missioni Estere di Milano. Il suo zelo per la cristianizzazione della società del suo tempo si manifestò in particolare con l'apertura a Cernusco, nel 1838, del primo collegio per le ragazze affidato alla giovane Marina Videmari, che diverrà cofondatrice dell'istituto conosciuto come "Suore Marcelline".

Morì a Milano, nella foresteria del collegio delle Marcelline di via Quadronno, l'11 agosto 1879.

Innamorato della sua Chiesa e sensibile alle necessità dell'uomo del suo tempo, Biraghi vide nella cultura una forma di alta missione pastorale e spirituale, che scelse e condivise con coloro che incontrò sul suo cammino.

In qualità di professore di Teologia e padre spirituale formò intere generazioni di seminaristi, comunicando loro amore per lo studio, per la preghiera e per la missione. Diceva ai suoi studenti: "Coraggio dunque e rinfrancatevi e uscite pure fuori nel campo del mondo: giacche il sacerdozio si esercita nel mondo".

Giuseppe Marinoni, suo figlio spirituale, fu da lui sostenuto e incoraggiato nella fondazione dell'istituto milanese delle Missioni Estere (PI.M.E.), che avvenne nel 1855.

Nel frattempo, l'incontro nel 1835 con Marina Videmari, che già pensava ad una vita di consacrazione, gli permise di realizzare un sogno che aveva da tempo: la fondazione di una congregazione educatrice.

Biraghi vide che la borghesia era minata nella sua formazione dalle diffuse idee illuministiche che negavano la dimensione spirituale dell'uomo, così intuì la necessità di ben educare i giovani, e soprattutto le donne, appartenenti a questo ambito sociale.

I PRIMI COLLEGI

Grande è stata la dedizione che Luigi Biraghi manifestò per l'opera delle Marcelline, autentico il sacrificio, intenso l'amore. In una sua lettera conservata, così ricorda il momento della decisione definitiva: "... nella solitudine, nel silenzio io pensavo all'ideata congregazione, e mi vedevo innanzi le difficoltà, le spese, le tribolazioni, il legame perpetuo, la responsabilità che mi assumevo... e sentivo mille incertezze e pregavo la Vergine che mi illuminasse e... pregavo... Ed ecco in me un cuor nuovo, una volontà di ferro, una dolce sicurezza che la cosa piaceva a Dio e l'avrebbe benedetta. E così fu".

Il primo collegio, aperto a Cernusco sul Naviglio, il 22 settembre 1838, accolse molte ragazze con l'obiettivo di offrire loro un'istruzione solida e un'educazione spirituale e religiosa matura.

Successivamente sorsero i collegi di Milano (1838), di Genova (1868) e di Chambéry, in Savoia (1875), facendo delle Marcelline una delle congregazioni educative più al passo con i tempi.

Alla morte di mons. Biraghi, madre Videmari estese l'opera fino a Lecce, sempre seguendo il metodo del fondatore: "state in mezzo alle alunne... chè esse si formeranno meglio coi vostri buoni esempi che colla copia dei precetti".

Biraghi voleva educare le ragazze non solo al caldo del loro ambiente famigliare, ma anche a conoscere le sofferenze altrui, per questo più volte suggerì che venissero portate a visitare gli ospedali. Del resto l'esempio all'apertura sociale veniva dalle Marcelline, che si prodigarono durante l'imperversare del colera a Vimercate e quando la battaglia di Magenta lasciò un gran numero di soldati feriti, si fecero assegnare l'Ospedale di S. Luca per curarli.

Dopo Brasile, Messico,
Canada e Albania
partirà un'opera
apostolica in Benin

LA MISSIONE CONTINUA

L'opera delle Marcelline in Messico

L'emergenza sanità è sempre stata accolta con prontezza e profondità dalle Marcelline, attente al pieno sviluppo della persona nel rispetto dei contesti sociali e famigliari, così quando all'inizio del Novecento portarono la loro opera educativa in Brasile, dopo l'apertura dei primi collegi (1912), si adoperarono nella costruzione di ospedali locali, come quello di Itaquera, con annessa una scuola per formare infermieri e tecnici con alto senso di responsabilità professionale e cristiana.

Anche nella parte occidentale della grande regione amazzonica, a Porto Velho, le suore dirigono un ospedale per i poveri.

Nel tempo la famiglia marcellina si è allargata: numerose comunità sono sorte in Canada, in Messico, in Europa a Londra e a Losanna, in Albania e nel nord e sud Italia. A breve partirà un'opera apostolica anche in Africa, nel Benin.

Entrata dell'ospedale M. Candia (Porto Velho - Brasile)

L'azione apostolica educativa si è diversificata: scuole, ospedali, università, attività parrocchiali. Attenzione verso tutti: uomini e donne, giovani e adulti, ricchi e poveri, malati nel corpo e nello spirito, perché il Vangelo sia annunciato nella sua forza performativa e di salvezza e grazie a questo l'uomo sia educato nella profondità, nella totalità, nella sua umanità.

Quella di Luigi Biraghi è stata un'esistenza donata con intelligenza e senza risparmio a Cristo, alla chiesa e ai fratelli. Per questo possiamo proclamare oggi la sua beatitudine affermando con gioia: Beato te, Luigi!