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Uno scorcio dell’Istituto
Tommaseo. In apertura, il chiostro del collegio e,
nelle altre due immagini, un gruppo di alunne di
ieri (Genova, fine ’800) e di oggi.
| DAVANTI ALLA VERGINE
ADDOLORATA | |
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«Ebbi presente
l’immagine addolorata di Santa Maria in
Cernusco e fui spinto a decidere per la
creazione della nostra congregazione, e
vedevo le spese, le difficoltà, la
responsabilità, i disturbi cui mi dovevo
assogettare dopo una vita placidissima; e
sentivo mille incertezze: pregavo la Vergine
che mi illuminasse. Ed ecco in me una dolce
sicurezza: la cosa piaceva a Dio e l’avrebbe
benedetta. E così
fu». | | |
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La “famiglia” di mons.
Biraghi
LE SUORE MARCELLINE NELLA MISSIONE
EDUCATIVA |
La famiglia religiosa
nasce da un’intuizione di monsignor Biraghi: «Essendo io
in Milano, provavo gran pena del guasto dell'educazione;
con l’aiuto di Dio pensai che si potesse istituire un
corpo religioso che unisse il metodo e la scienza con lo
spirito cristiano e le pratiche evangeliche».
di suor Laura Radif
La
congregazione delle Marcelline, che mons. Luigi Biraghi
fondò, fu il frutto di una geniale intuizione
pedagogica unita all’ardore di un autentico apostolo
che, per conquistare alla fede la cristianità
minacciata dalle promesse della scienza e del progresso,
scelse di intervenire là dove il cristianesimo ha il
suo primo sviluppo, nella famiglia, e dove la scienza
pone le sue prime radici, nella scuola. Fondò così
un istituto di educazione femminile.
Nel sec.
XIX il problema educativo suscitava il massimo interesse
e, fondando il suo istituto per l’educazione delle
fanciulle, il Biraghi rispondeva alle varie istanze
dello Spirito: la sua stima per la cultura, il suo zelo
missionario, il suo amore per la gioventù. L’opera
fruttificò oltre le sue attese e, a 168 anni dal suo
inizio, continua a essere un mezzo efficace, come
egli la volle, per «insegnare Gesù» agli uomini del
nostro tempo.
Con l’apertura del primo
collegio a Cernusco sul Naviglio (1838), di altri
due a Milano (1854, 1858), uno a Genova (1868) e uno a
Chambéry in Savoia (1875), le Marcelline vennero
considerate una delle congregazioni educative più al
passo con i tempi; le autorità scolastiche ne
approvarono l’attività, le autorità religiose ne
benedicevano l’apostolato. Per tutto questo, dopo la
morte del Fondatore, madre Videmari trovò il coraggio di
estendere l’opera sino a Lecce (1882) dove
l’educazione femminile diede frutti meravigliosi.
Educazione femminile - si sottolinea - nella forma
semplice e insieme austera del far scuola e del
convivere con le collegiali, per formarle vere
cristiane, con «l’esempio della vita, più che con molti
precetti». Un campo d’azione tanto limitato da
sembrare dover precludere più vasti orizzonti. Non fu
così per le Marcelline, aperte, come il Fondatore le
volle, all’azione dello Spirito.
Nei primi
decenni del ’900, incoraggiate da san Pio X, esse
portarono la loro opera in Brasile. Missionarie, ma
ancora e sempre educatrici nei collegi delle maggiori
città brasiliane, secondo il “metodo benedetto” indicato
dal Fondatore: «state sempre in mezzo alle
alunne…Insegnerete più con l’esempio che con tanti
precetti». E proprio in Brasile sarebbero sbocciate
le nuove opere della Congregazione che, potenzialmente
presenti nell’ispirazione del Fondatore, avrebbero
determinato le scelte delle Marcelline nella novità
dell’oggi. Innanzitutto l’emergenza “sanità”,
affrontata in ospedali locali come a Itaquera
(1960) dove è sorto un grande centro ospedaliero
noto in tutto il Brasile e con attività ambulatoriale
anche itinerante, nel senso che una suora infermiera
raggiunge, con lunghi e disagevoli percorsi, nelle zone
più impervie, gli abitanti bisognosi di interventi
sanitari. E proprio ai margini della foresta
amazzonica le Marcelline, a Porto Velho, dirigono
una colonia di Hanseniani e un ospedale per i poveri.
Anche in Italia si presentò alle suore la richiesta
di prestarsi in campo ospedaliero, ed ecco sorgere a
Tricase, nelle Puglie, il grande ospedale con annessa
scuola per la preparazione degli infermieri. Oggi questo
centro ospedaliero “Cardinal Panico” è uno dei maggiori
centri del sud Italia.
Negli ultimi decenni del
secolo scorso la chiamata a educare si è estesa anche
in Canada e in Messico dove si coniuga l’opera della
scuola con quella sociale. In questi ultimi anni,
poi, il richiamo educativo ha interpellato la
Congregazione nell’Europa dell’est: proprio
quest’anno si festeggiano i dieci anni della presenza
delle Marcelline a Saranda in Albania e, nel nome
del Fondatore in occasione della sua Beatificazione, si
sta per iniziare un’opera apostolica in Africa, nel
Benin, a Cotonou.
Nel nostro tempo, in
particolare i giovani, la solitudine degli anziani,
l’ansia degli ammalati ci interpellano tanto: che
siano ricchi o poveri, tutti sono per noi il Cristo
che ha fame, soprattutto di libertà in un mondo che
propone valori così poco rassicuranti, fame che
vorrebbe trovare un modo di colmare il vuoto, dentro. E
noi cerchiamo di dire loro, «più con l’esempio che con
tanti precetti», che solo l’infinito può colmare la sete
d’infinito, può dare il gusto di vivere.
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