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S. Natale 2002 Il Regno di Dio Carissime Sorelle, Gesù non é in grado di parlare, di rispondere, di controbattere al nostro fiume di parole, tace come tacerà davanti a Pilato, tace e si dona a noi, Lui, la Parola. Lasciamo che Egli entri nei nostri cuori con la forza del suo silenzio, con il mistero della sua divinità che prende carne per annunciarci la salvezza. Il suo silenzio d'amore, il suo incredibile non poter parlare sono annuncio del dono totale di Dio che si consegna agli uomini, si mette al loro servizio, rinuncia al suo potere, alla sua forza per essere come loro, con loro. |
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Il Natale é un santo annuncio per tutta l'umanità, ma é certamente anche annuncio personale per ciascuno. C'é un annuncio speciale per la Congregazione, per noi Marcelline? C'é per noi un messaggio da accogliere con cuore attento ed amoroso? Sì, il messaggio che in Gesù riceviamo, con trepida preghiera, é l'annuncio del 24° Capitolo Generale della Congregazione che si svolgerà nell'ottobre 2004. In questo annuncio c'é un'attesa, l'attesa di Dio, che ci chiede di essere messaggeri di salvezza, ci chiede di dire con la nostra vita che lo amiamo, di dire con la nostra vita che siamo capaci di amore, capaci di distacco da noi stesse, coraggiose nel dono perché forti della sua forza, disponibili a modellare il nostro pensiero sui suoi pensieri, il nostro cuore sul suo cuore, disposte a non vivere più per noi stesse perché Lui possa incarnarsi in noi e, attraverso noi, nascere nei nostri fratelli. Il nostro tempo, come tutti i tempi, ha bisogno di salvezza, attende disperatamente salvezza, speranza, aspetta "l'ora" attesa da secoli, aspetta di poter cantare con gli angeli che il tempo é compiuto, che questa é l'ora della salvezza. |
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Noi
consacrate siamo chiamate in prima fila a dare questo annuncio e noi
Marcelline dobbiamo farlo da educatrici, dobbiamo farlo nello Spirito
dei Fondatori, secondo il nostro carisma e dobbiamo farlo presto,
l'annuncio chiede che prontamente ci si metta in cammino. Non possiamo più perdere tempo in vane attese, in ripiega menti su noi stesse, dobbiamo partire, sorrette dalla fede, dalla speranza, dalla preghiera. Facciamo vedere che il Regno è già fra noi. Facciamolo vedere con la nostra carità, con la nostra libertà, col nostro essere capaci di incarnarci, di capire il mondo senza farne parte, con una santa e sapiente passione per tutto e per tutti, aperte a tutto e a tutti, interessate a tutto e a tutti, rimanendo sempre ben radicate in Cristo. E' la passione dell'Incarnazione, è il vivere, il patire, il gioire per redimere, è lo stupirsi senza fine nello scoprire la presenza di Dio con noi nella realtà quotidiana.
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Facciamo vedere il Regno attraverso la nostra preghiera che si rispecchia nella vita, nelle parole, che si rende tangibile nei gesti, nelle decisioni, negli atteggiamenti. Tutti hanno bisogno e diritto di riconoscere nostra preghiera, di sentire l'eco della Parola di Dio ascoltata, meditata, pregata. Chiediamo a Gesù di rendere il nostro contatto con Lui più trasparente, la nostra preghiera più concreta, più capace di attraversare e trasformare lo spessore del nostro umano con tutte le sue pesantezze. Facciamo vedere che il Regno é già tra noi con la dedizione gioiosa al nostro ministero vissuto in stato di gratuito servizio. Facciamo vedere il Regno con la nostra partecipazione alla vita del tempo in cui il Signore ci ha chiamato a vivere, una partecipazione costantemente tesa a trasformare la massa con il lievito evangelico. Per noi educatrici l'essere incarnate in un sue luci, é ansia di capire dove e come far nascere alla Parola, far crescere nel Verbo fatto Carne.
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Dobbiamo prendere sempre maggiore coscienza
delle difficoltà del nostro momento storico, ma senza farci bloccare da inutili rimpianti.
Non ci sono tempi migliori o peggiori, tempi più o meno facili. Ci sono "Tempi". Il tempo passato é passato, il futuro rischia di
essere solo sogno che forse non si realizzerà mai, attesa sterile di un Messia che é già fra noi, di un Regno che é Il non saperlo riconoscere rischia di farci vivere
nell'attesa di un qualche cosa di vago che é trasposizione dei nostri desideri, idolo vano, rischia di bloccarci in un
"vecchio testamento", di non lasciarci afferrare dalla forza trasformante dello Spirito che opera il passaggio al Nuovo.
Bisogna superare la tentazione di vedere il passato più bello, luccicante, gratificante: é un'illusione che ci fa
cercare la rivelazione del Dio incarnato dove Egli non é. Gesù è lì, nella Grotta di Betlemme, in tutta la sua La Rivelazione é qui, ora, in questa realtà; c'é stato un tempo per fare, per dire, ora c'è un tempo per fare, per dire cose nuove.
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Ora é il tempo per essere piccoli, deboli, nascosti, ma é proprio in questa forma che si rivela Gesù; é in questa notte che gli Angeli cantano la Gloria dell'Altissimo. A Gesù Bambino chiediamo di aiutarci nel nuovo anno ad essere autentiche annunciatrici di verità, ad essere educatrici di pensiero secondo il Vangelo, a formare mentalità secondo lo Spirito. Chiediamogli che le nostre opere apostoliche siano focolari che irradiano il suo amore incondizionato, siano centri di cultura, siano centri di animazione spirituale per il nostro tempo, centri di collaborazione efficace - in quello "scambio di doni" invocato dalla Chiesa - con i nostri collaboratori laici. Ci aiuti Gesù a capire se ci sono nuove terre nelle quali vuole che annunciamo il nostro Carisma, nuovi "educandi" da guidare nello spirito di Mons. Biraghi. In Europa viviamo l'appello sempre più urgente di coloro che giungono dai Paesi extra-europei e chiedono di essere aiutati ad inserirsi dignitosamente nella società per migliorare la propria vita e trasmettere la ricchezza delle loro tradizioni al contesto europeo.
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Altri innumerevoli appelli giungono dall'Asia, dall'Africa: per conoscerli meglio, l'Africa in particolare, andrò in Bénin dal 19 gennaio al 1° febbraio. Preghiamo tanto perché non i nostri pensieri, ma quelli di Gesù, Dio-con-noi, si realizzino. * * * Lo Spirito ci aiuti ad accostarci con cuore
nuovo, nel In previsione del Capitolo, desideriamo ascoltare anche e in particolare la voce delle Suore entrate in Congregazione negli ultimi 20 anni. Si prepara dunque un incontro internazionale nelle vacanze di Natale del 2003. * * * |
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Ecco, care Sorelle, i progetti sono tanti, lo Spirito lavora in ciascuna di noi e rinnova le forze del fisico e dello Spirito. Stringiamoci tra noi con vero affetto fraterno, stringiamoci intorno a Gesù con totale fiducia. In preghiera, invio un augurio particolare alle
care Sorelle che soffrono nel corpo e nel cuore; un augurio particolare a tutte le vostre Famiglie, soprattutto
a quelle che devono superare gravi ostacoli con coraggio spesso eroico. A tutte e a ciascuna un tenero affettuoso abbraccio; grazie per le vostre preghiere, grazie per tutto il bene che compite a gloria di Dio. Gesù Bambino vi ricompensi, vi dia tutta la sua gioia. Di vero cuore |
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