FESTA DI SANTA MARCELLINA *ANNO 2002 

 

Carissima Sorella,

    mi rivolgo a te con questo appellativo così bello, così famigliare, e lo pronuncio con intensità e commozione, pensando alla festa ormai prossima della nostra Sorella e Patrona S. Marcellina.

    Negli ultimi anni abbiamo invocato S. Marcellina come vergine per ricordare il Valore della verginità, misteriosa chiamata del Signore e impegnativa risposta personale del nostro cuore per un amoroso, gratuito servizio.

    Abbiamo invocato Marcellina come donna per mettere in risalto la ricchezza che la nostra femminilità può offrire al mondo e alla Chiesa. .-

    Quest'anno invochiamo Marcellina come sorella e le chiediamo di aiutarci a vivere il nostro rapporto fraterno.

    Quale sarà stato il suo atteggiamento di sorella nei confronti di Ambrogio e Satiro?

    Abbiamo dei testi che ci parlano della vita di S. Marcellina e dai quali possiamo desumere alcune indicazioni, ma, al di là delle fonti autorevoli -prima fra tutte quella del nostro Fondatore e quella recente e tanto valida della professoressa Viggiani -proviamo con fantasia, cuore e fede ad immaginare gli elementi spirituali che maggiormente hanno caratterizzato l'essere sorella di Marcellina, per trarne prezioso esempio.
Certamente Marcellina è stata maestra di fede, modello di obbedienza e fiducia nel Signore. Non avrebbe potuto altrimenti essere modello di santità e seminare santità nei cuori di Ambrogio e Satiro.

    Questo pensiero ci invita a verificare il nostro sguardo di fede sulla comunità e su ogni consorella.

    Quale lettura facciamo della vita e dei comportamenti di ciascuna? Che cosa guida il nostro giudizio sulle loro azioni? sulle loro parole? Se la chiave interpretativa è rappresentata dal nostro tessuto umano, dalle nostre reazioni, dai nostri momentanei sentimenti o risentimenti, dai nostri umori, in tal caso l'accettarci, lo scusarci, il comprenderci saranno praticamente impossibili e la vita comunitaria sarà dominata da supposizioni, commenti, scontenti, divisioni. Se saremo, invece, guidate, sostenute, illuminate da una visione di fede, non mancheranno, pur nelle situazioni non sempre facili del quotidiano, la pace, la serenità, la gioia e soprattutto il rispetto reciproco. Quest'ultimo è stato certamente una nota dominante del rapporto fraterno vissuto da Marcellina.

    Penso che la nostra Santa Protettrice voglia ricordarci che la più grande carità consiste nell'accettare la consorella così com'è, nello stimarla, senza sognarla o esigerla diversa. Consiste nel rispettarla nella sua realtà, nel sostenere il suo cammino di miglioramento, cammino che deve essere favorito dalla santità e dalla preghiera di ciascuna più che da parole, il più delle volte orientate a sottolineare le inevitabili zone d'ombra o a cogliere le facili occasioni di sterili critiche.

    Santa Marcellina, modello di sorella, ci stimola ad imitare il modello assoluto, quello di Gesù, che ha assunto le nostre debolezze e miserie fino ad esclamare con indicibile sofferenza: "Generazione incredula e perversa fino a quando starò con te?". Gesù ha incredibilmente, ostinatamente amato fino alla morte in croce la nostra umanità con tutti i suoi limiti, e ha dato la vita per redimerla, trasformarla, rinnovarla. Uniamoci a Lui in questa opera di redenzione, partecipi della croce e illuminate dalla speranza della resurrezione.

    In ciascuna di noi, qualunque sia la sua storia, il suo temperamento, il suo carattere, c'è uno straordinario potenziale di santità, radicato nella realtà battesimale, confermato dalla grazia della consacrazione.

    Perché questo seme cresca e dia frutto chiediamo a Marcellina il suo cuore santo, ma anche il suo cuore di educatrice, che vuole condurre l'altro alla realizzazione autentica del proprio essere "più con l'esempio che con copia di precetti". Vuole soprattutto rendere l'altro come lo Spirito l' ha pensato, non come noi lo pensiamo; non come noi vogliamo che sia, plasmandolo secondo la nostra povera scienza personale piuttosto che secondo la scienza di Dio.

    Ci aiuti dunque Marcellina, sorella nostra, sorella e formatrice di santi, a vivere bene il nostro rapporto fraterno radicato in Cristo, a rivivere con armonia il nostro stare insieme che deve fiorire in una continua benedizione reciproca, in un "dire bene" l'una dell'altra. Ci aiuti Marcellina a: "condividere le gioie e le sofferenze dei fratelli; intuire i loro desideri e prendersi cura dei loro bisogni; offrire loro una vera e profonda amicizia. A vedere innanzitutto ciò che di positivo c'è nell'altro, per accoglierlo e valorizzarlo come dono di Dio. " (Istruzione "Ripartire da Cristo", n. 29).

    Il nostro vivere-insieme deve rappresentare una comunità alternativa a quella competitiva, litigiosa, maldicente che spesso il nostro mondo ci mostra, così da "fare tutto senza mormorazioni e senza critiche per essere irreprensibili e semplici, figli di Dio immacolati in mezzo ad una generazione perversa nella quale dobbiamo splendere come astri nel mondo tenendo alta la Parola di vita" (Fil. 2,14-16)

    A ciascuna un augurio davvero speciale, perché è la festa della Congregazione e, quindi, è anche la festa di tutte noi. Ciascuna, infatti, porta il nome di Marcellina, e a tutte auguro di incarnarlo come "il nome nuovo", che il Signore ha voluto darle, il nome che indica la nostra missione nella Chiesa secondo il progetto del nostro Fondatore, di cui abbiamo festeggiato quest'anno con gioia e fervore il bicentenario della nascita.

    La preghiera ha ritmato le nostre celebrazioni e ci ha accompagnato certamente a vivere con particolare profondità e verità la festa délla nostra santa Patrona. La festa è anche occasione di lode per il dono della vita consacrata che, come dice il documento "Ripartire da Cristo", "trova la sua identità nella chiamata del Signore,nella sua sequela, amore e servizio incondizionati, capaci di colmare una vita e di darle pienezza di senso." (n. 13)

    Invochiamo l'aiuto di Santa Marcellina nella preparazione del futuro Capitolo, in cui vogliamo lasciarci battezzare nuovamente dallo spirito del nostro carisma e dare rinnovato vigore e freschezza alla nostra spiritualità.

    Perché questo possa avvenire chiediamo a Santa Marcellina di essere fedeli alla preghiera, innamorate dell'Eucaristia, fedeli ai tempi di silenzio, passaggio insostituibile per accedere alle intime stanze dello Sposo.

    Con lo sguardo, dunque, rivolto al futuro pieno di promesse e ormai imminente della Congregazione,rileggiamo insieme le splendide parole della "Novo Millennio Ineunte": "Un nuovo Secolo, un nuovo Millennio, si aprono alla luce di Cristo. Non tutti però vedono questa luce. Noi abbiamo il compito stupendo di esserne il riflesso (...) E' un compito che fa trepida re, se guardiamo alla debolezza che ci rende spesso opachi e pieni di ombre. Ma è un compito possibile se, esponendoci alla luce di Cristo, sappiamo aprirci alla Grazia che ci rende uomini Nuovi" (n. 54).

        A ciascuna il mio fraterno e materno abbraccio.

N.B.: Per una riflessione sulla fraternità si raccomanda la rilettura del documento "La vita fraterna in comunità" (1994) e del commento di padre P .G. Cabra "Per una vita fraterna" (ed. Queriniana, 1998).