25 marzo 2004

"Coraggio, mie figliole,

tutto vi chiama a divenir sante:

la Vergine Maria nella sua Annunciazione,

Gesù nella Passione;

le sante col loro esempio,

la stessa primavera, i campi, i fiori, gli uccelli"

(Lettera alle Suore, Milano, 24 marzo 1841)

 

* Gesù il Carisma

Carissima,

festeggiamo l'Annunciazione, l'Annuncio dell' Amore e della Salvezza del Padre.
Maria accoglie in sé il Cristo, pienezza di tutti i doni dello Spirito, Carisma per eccellenza, fonte di tutti i Carismi che fanno ricca e santa la Chiesa.
A Maria. con umile, ardente preghiera chiediamo la sua generosità e la sua fede per preparare il nostro cuore ad accogliere il Cristo in noi, chiediamo di fare il vuoto e il silenzio necessari per ascoltare il messaggio ricevuto dal nostro Fondatore e renderci ad esso disponibili.

* Dal Fondatore l'annuncio del nostro Carisma

Ci stiamo preparando al Capitolo con il sincero desiderio di amare di più Gesù per essere in comunione con Lui e diventare così annunciatrici convinte e consapevoli del particolare mistero di Cristo contemplato, vissuto, tradotto in spiritualità e opere dal nostro Padre e Fondatore.
La vita religiosa, leggiamo in Mutuae Relationes, capitolo III n.10, è un modo particolare di partecipare alla natura sacramentale del popolo di Dio.
La consacrazione, infatti, di coloro che professano i voti religiosi a questo soprattutto è ordinata, che essi, cioè, offrano al mondo una visibile testimonianza dell'insondabile mistero del Cristo, in quanto in se stessi realmente lo rappresentino "o contemplante sul monte o annunziante il Regno di Dio alle turbe o mentre risana i malati e gli infermi e converte i peccatori a bene operare oppure mentre benedice i fanciulli e fa del bene a tutti, ma sempre in obbedienza alla volontà del Padre che lo ha mandato." (LG 46)

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* Il nostro cammino di preparazione al Capitolo, illuminato dalla Chiesa...

è iniziato tre anni fa: "Lo Spirito ci chiede di riscoprire le nostre radici, di ripartire dal nostro principio personale e congregazionale come già ci dicevamo nella lettera del 31 ottobre 1999 per l'inizio dell' Anno Giubilare" (messaggio pasquale inviato unitamente al Consiglio-25 marzo 2001).
Sono passati tre anni, ci siamo documentate, abbiamo studiato, ci siamo avvicinate ai testi Conciliari sulla vita consacrata, abbiamo letto parole fondanti. "Tutti coloro che sono chiamati da Dio alla pratica dei consigli evangelici e ne fanno fedelmente professione, si votano in modo speciale al Signore, seguendo Cristo che, vergine e povero, redense e santificò gli uomini con la sua obbedienza fino alla morte di croce." (Perfectae Caritatis,21)
E da Mutuae Relationes capitolo III n.10:
"Il religioso, infatti, si dona totalmente a Dio sommamente amato, così da essere con nuovo e speciale titolo destinato al servizio e ali 'onore di Dio; ciò lo congiunge in modo speciale alla Chiesa e al suo mistero e lo sospinge ad operare con indivisa dedizione per il bene di tutto il corpo" (cf. LG 44)
Abbiamo meditato i testi più recenti della chiesa sulla Vita consacrata e abbiamo avvertito con tremore e passione quanto la Chiesa attende da noi portatrici di Cristo per "Professione".
"Nella misura in cui il consacrato vive una vita unicamente dedita al Padre, afferrata da Cristo, animata dallo Spirito, egli coopera efficacemente alla missione del Signore Gesù, contribuendo in modo particolarmente profondo al rinnovamento del mondo." (Vita Consecrata n. 25)
"La società odierna attende di vedere nelle persone consacrate il riflesso concreto dell'agire di Gesù, del suo amore per ogni persona. Vuole sperimentare che è possibile dire con l'apostolo Paolo: "Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me." (GaI 2,20) (Ripartire da Cristo n. 2)

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* Illuminato dal nostro Fondatore

Ci siamo accostate alla parola del nostro Fondatore attraverso le sue Lettere. Ci ha appassionate la sua spiritualità, il suo modo di vivere l'Incarnazione in modo concreto, continuo, "famigliare", facendo di Cristo "il tutto per lui", la forza che gli ha permesso di vivere le virtù in modo eroico, ma con un passo piano, regolare, raggiungibile, normale !
Abbiamo riletto la sua vita e ci ha colpito il suo passare attraverso la storia con concretezza, realismo, evangelica sapienza; qualità che dobbiamo imitare nel nostro essere educatrici e, prima ancora, secondo la visione di Monsignor Biraghi, donne, e, prima ancora, mamme per formare persone vere, persone "sode". Quanto avvertiamo oggi che la salvezza della persona sta nel vivere in pienezza la sua verità di donna, di uomo, di creatura amata e salvata dalla misericordia del Padre!

Abbiamo letto il nostro testo fondazionale, la Regola del 1853; lì c'è il "Principio", la prima Ispirazione, lì c'è l'incontro misterioso con lo Spirito, lì è l'Annuncio che noi Marcelline dobbiamo portare attraverso l'educazione. Stiamo facendo un lavoro di "ripulitura" della Prima Regola per rinfrescare il linguaggio, per andare al di là degli elementi legati al tempo e allo spazio e riconoscere il seme che nelle nostre mani, oggi, aspetta di essere seminato nel terreno di questo nuovo Millennio.

* Rinnovo della Spiritualità

Perché questo avvenga sentiamo il bisogno di dare vitalità nuova alla nostra spiritualità, vivere cioè in modo che tutto sia accolto, realizzato, sofferto, goduto nello Spirito di Cristo. Tutto il nostro vivere passi attraverso Cristo "Porta" di salvezza. (Il Santo Padre ci ha tanto esortato a compiere questo passaggio nell' Anno Giubilare.)

* Impegno di fede

Capiamo allora la necessità, l'urgenza di una Fede tenace, quotidiana, dinamica. Di un atteggiamento di fede costante che non aspetta le grandi occasioni per manifestarsi, ma accompagna tutta la nostra giornata, dal momento in cui udiamo in modo reale o nel cuore il primo annuncio del nuovo giorno: "in nome di Dio levatevi sorelle" all'ultimo segno di croce, con cui consegniamo a Dio la nostra vita nel riposo notturno

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* Contemplazione del volto di Cristo: giustificazione e forza della nostra azione

La vita spirituale si nutre di fede e la fede non può sussistere, non può crescere senza un continuo contatto con Cristo. E' bene che il cuore sia sempre orientato al Volto di Cristo: questo sguardo interiore deve impregnare tutta la nostra azione. Ecco allora che ci può aiutare, può dare vigore
nuovo alla nostra spiritualità il cercare il Volto di Cristo che ha maggiormente guidato il nostro Fondatore nella sua spiritualità, nelle sue scelte di vita fra le quali, in obbedienza allo Spirito, la fondazione della nostra Famiglia religiosa.
Leggendo le Lettere, leggendo la Prima Regola vediamo a poco a poco emergere i tratti del "Cristo di Monsignor Biraghi", del "suo Cristo" quello che ha guidato la sua santa vita, che gli ha aperto, gli occhi per vedere un "guasto" che noi ancora oggi dobbiamo riparare per il bene della Chiesa e della Società.

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* Le Norme: strada di impegno, di fedeltà, di amore liberante.

Perseveriamo in questi mesi nella nostra preghiera, la nostra riflessione, il nostro studio.
Leggiamo con attenzione le Norme per riprecisarle, non certo per "abolire", ma per "completare," per dare più forza ad alcune indicazioni che si sono scolorite, per aggiornare altre che non si adattano più ai tempi. Le norme siano sostegno al nostro amore per il Signore, esprimano l'esigenza di una vita di vera sponsalità gioiosa e matura, mettano in risalto il nostro stile di vita consacrata, il nostro spirito, il nostro specifico.

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Impegniamoci a vivere questa nostra preparazione capitolare senza timori, superiamo le stanchezze nel Dio che tutto può, sempre certe che tutto quello che a noi appare come morte, in Dio è Vita, è Risurrezione.

Questi mesi siano non solo preparazione al Capitolo, ma preparazione alla Beatificazione di Monsignor Biraghi (speriamo di sapere presto una data esatta), siano preparazione a una vita di più desiderata santità.
E' necessario il coraggio di salire il Calvario delle difficoltà quotidiane e allora l'Alleluja pasquale sarà forte e gioioso, lo potremo cantare in verità nella Santa Pasqua, nel tempo capitolare, nel giorno in cui acclameremo con tutta la Chiesa Monsignor Biraghi come Beato Don Luigi.

In Gesù, il mio abbraccio materno e tutto il mio affetto.

 

 

 

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