Festa di S. Marcellina 2008

Carissime sorelle che con me condividete il bel nome di Marcellina: buon Onomastico!

In questi ultimi anni, in occasione della festa della nostra Santa Patrona, abbiamo contemplato insieme alcuni aspetti di Marcellina, ci siamo rivolte a lei come Vergine, come Donna, come Sorella, come Educatrice.

Quest’anno vorrei soffermarmi con voi a riflettere sulla sua relazione con Cristo: relazione unica, assoluta, privilegiata con Gesù.

In questa relazione sta il cuore della consacrazione; questa relazione motiva il “Perché” della “Velatio” di Santa Marcellina e della nostra.

La riflessione di come Marcellina abbia vissuto in fedeltà, in rinnovata offerta, in sempre maggior consapevolezza il totale dono di se stessa e di tutta la sua vita al Signore, apre il nostro cuore allo stupore e al desiderio dell’imitazione.

Ci affascina soprattutto la certezza che la relazione con Gesù sia sempre stata per Marcellina il centro, l’asse portante ed equilibratrice di tutte le altre relazioni.

Sappiamo tutte molto bene, conoscendo la nostra sensibilità, le nostre reazioni, a volte molto semplicemente le nostre stanchezze, che solo se la relazione con Gesù è stabile, ben fondata sulla nostra vita di orazione e sulla nostra spiritualità carismatica, tutte le altre relazioni sono nell’ordine, nella chiarezza, nella verità, soprattutto nell’oggettività.

Ci rallegra, ci commuove, ci conquista il cuore, il pensiero che le relazioni di Marcellina, i suoi affetti, le sue amicizie, i suoi incontri fossero subordinati alla relazione portante, cioè a quella con Cristo.

Considerando la fatica di tanti nostri incontri, dei rapporti con le consorelle, con i nostri famigliari, con le persone che sono quotidianamente presenti nel nostro impegno apostolico ci sale alle labbra una domanda affettuosa e fraternamente curiosa da porre alla nostra Santa Patrona.

Vorremmo chiederle: Marcellina come riuscivi a far sì che le tue relazioni fossero sempre guidate, riempite, gestite, ordinate, nutrite dall’unica relazione vera della tua vita?

La risposta la conosciamo, l’abbiamo nel profondo del nostro cuore da quando, come Marcellina, abbiamo deciso di “velarci,” di avere con Gesù un rapporto sponsale più significativo e profondo di tutti gli altri rapporti pur così importanti nella nostra vita, fatta di relazione e per la relazione. La risposta l’abbiamo da quando appunto abbiamo deciso di vivere una vita di profonde relazioni attraverso la vita apostolica e attraverso la vita comunitaria.

A questa addirittura abbiamo chiesto di aiutarci, facendoci sorelle e “serve l’una dell’altra”, come ci raccomanda il Fondatore, di sostenere e sviluppare la relazione sponsale con Cristo.

Alla Comunità abbiamo chiesto di essere l’ambito dove poter costruire in pienezza la relazione privilegiata con Gesù, abbiamo chiesto di essere l’ambito dove tutte le relazioni si intrecciano per far affiorare il disegno del Padre sulla nostra vita e su quella dei fratelli che il Signore ci affida.

Abbiamo chiesto alla comunità di essere l’ambito in cui i rapporti reciproci siano orientati a costruire e non a disturbare o talvolta purtroppo a disgregare l’armonia comunitaria.

“A conservare si bella armonia richiedonsi grandi sacrifici e molta generosità di cuore.” (Regola 1853)

Marcellina ci è maestra di relazioni armoniose, che sono affermazione evangelica, impegno intriso di Beatitudini, impegno di santità e per questo sempre insidiato da scoraggiamenti, da mancanza di serenità e di speranza, sostenuto dalla certezza che Dio è con noi con la forza rigeneratrice del suo perdono e della sua grazia.

Dio è con noi e chiede alla vita consacrata la testimonianza dei primi cristiani, i quali parlavano ai loro contemporanei con l’esempio e facevano esclamare con ammirazione: “guardate come si amano”.

Nel nome della nostra Santa Patrona facciamoci allora l’augurio di essere l’una per l’altra sostegno attento, discreto, materno, orante della relazione con Gesù Sposo.

A tutte, con grande affetto, buona, santa Festa.