
S.Marcellina 2007
Cara Sorella,
lo sguardo amoroso della nostra Patrona S. Marcellina è rivolto con particolare affetto su ciascuna di noi e su tutta la Congregazione a un anno di distanza dall’evento della Beatificazione di Mons. Biraghi.
S. Marcellina ci sostiene e ci incoraggia a compiere nella fiducia, nella speranza, nella generosità il compito che il Padre ci ha affidato per il bene, per la felicità dei suoi figli.
Siamo chiamate ad essere madri di una porzione di umanità che proprio da noi Marcelline deve imparare a chiamare Dio Padre e accompagnata da noi deve muovere i passi verso la propria salvezza, deve essere educata al Vangelo, deve realizzare secondo Cristo la propria umanità.
Ci siamo dette il mese scorso che dobbiamo compiere la nostra missione nello stile dell’incarnazione. In questa festa della nostra patrona che è stata per i suoi santi fratelli madre e sorella, che ha dato loro la gioia della famiglia e della casa possiamo forse completare la definizione del nostro “metodo dell’incarnazione” con il mettere in risalto le parole casa e famiglia.
Gesù ha preso “casa”, ha preso “dimora” con gli uomini, ha vissuto nella famiglia umana, nella casa dell’umanità.
Il nostro carisma educativo deve dunque renderlo amico, famigliare dei nostri educandi. Dobbiamo dare loro il gusto di abitare con Lui, di desiderarLo presente nelle loro case, nel loro lavoro quotidiano, nelle relazioni , renderlo partecipe delle loro gioie e delle loro ansie.
Perché questo avvenga, è necessario che noi per prime viviamo intensamente la nostra relazione con Gesù, che noi per prime dimoriamo in Lui e siamo per Lui casa accogliente, che noi per prime lo facciamo sentire vivo e reale nelle nostre famiglie religiose.
É necessario innanzitutto che traduciamo queste parole in gesti tangibili, visibili, significativi che il cuore di donna mosso dallo Spirito deve sapere inventare e realizzare con amorosa concretezza.
É necessario che rendiamo Gesù presente nel tessuto della nostra vita quotidiana caratterizzata dallo stile di famiglia, nei momenti di impegno, nei momenti di svago, di lavoro e di distensione.
É necessario che diamo a Gesù la parola nei nostri incontri, nelle nostre decisioni, che lo sentiamo partecipe dei nostri dolori e delle nostre gioie.
Vorrei dunque aggiungere alle parole carismatiche, che in questi mesi stiamo esaminando, quelle di Casa e Famiglia: quante volte le cita il nostro Fondatore! La nostra vita comunitaria, il nostro apostolato, lo stile educativo lo scopo della nostra educazione sono immersi in un’atmosfera “casalinga”, in un’atmosfera di famiglia.
Santa Marcellina ci aiuti ad approfondire, a studiare, a penetrare il senso di queste parole, che nel nostro tempo rappresentano un messaggio forte, poco capito, combattuto e, allo stesso tempo, desiderato.
S. Marcellina ci aiuti a far sì che la nostra spiritualità sia pregna del senso della casa, del senso della famiglia, sia fondamento forte per case costruite sulla roccia, per famiglie che hanno come modello la comunione della Trinità.
S. Marcellina ci aiuti perché questa spiritualità renda ricca di fede la nostra obbedienza, ricca di speranza la nostra povertà, ricca di carità la nostra castità.
Riflettiamo insieme e in lode e gratitudine a Dio.