24 gennaio 2007, Festa di S. Francesco di Sales,
grande ispiratore della spiritualità di Mons. Luigi Biraghi
"...In questa prospettiva spirituale
la tradizione salesiana occupa,
un posto di grande rilievo.
Francesco di Sales, con Giovanna di Chantal,
è l'autore più citato. Di lui il Biraghi ammirò
la dolcezza eletta a stile educativo,
e l 'ideale della santità nella vita ordinaria"
(Massimo Marcocchi, Spiritualità e vita religiosa
tra Cinquecento e Novecento p. 489)
Cara Sorella,
nel febbraio 2001 in un Convegno per i Consigli Generalizi Suor Nicla Spezzati, che molte di noi hanno avuto l'occasione di conoscere, ci introduceva in uno studio appassionato del Carisma, del dono fatto dallo Spirito al nostro Fondatore. Ricordiamo uno dei passaggi dell'intervento di Suor Nicla:
"Il Carisma dei Fondatori, parola vissuta nella storia.
Chiunque può fondare un istituto religioso? Nessuno può assumersi questo ruolo se non è da Dio ispirato. Questa è una chiara affermazione dell'origine divina delle differenti forme di vita religiosa e dei differenti istituti. Essi hanno una piena coscienza di essere stati mossi nella fondazione dallo Spirito stesso. "Lo stesso Altissimo mi rivelò che dovevo vivere sotto la forma del santo Vangelo", testimonia esplicitamente Francesco d'Assisi chiamando rivelazione l'impulso che lo spinge ad intraprendere quel nuovo cammino nella Chiesa da cui sarebbe nato il movimento francescano.
Altri Fondatori per esprimersi usano termini come luce, ispirazione, intuizione, visione. I tempi e i luoghi con cui si manifesta l 'ispirazione sono vari così come sono vari i carismi.
...Leggendo gli scritti e le testimonianze dei Fondatori e delle Fondatrici si rimane sempre impressionati nel rilevare la coscienza che essi hanno di essere strumenti dello Spirito. Presi, ispirati, condotti per una via nuova e ignota, mai una via conosciuta la cui dimensione si apre gradualmente dinanzi a loro proprio per azione di Spirito Santo.
Per sottolineare questo intervento divino non esitano a contrapporre la ricchezza del dono di Dio al proprio limite, alla propria povertà; più viene messa in luce la loro pochezza, più risalta l'azione potente e libera di Dio."
Anche i documenti ecclesiali sulla vita consacrata ci avevano incoraggiate, in preparazione dell'intercapitolo, ad approfondire l'origine carismatica della Congregazione. Ricordiamo ora solo qualche riga del capitolo III della Mutuae Relationes:
"Molti sono nella Chiesa gli istituti religiosi e diversi l'uno dall'altro, secondo l'indole propria di ciascuno (cfr. PC 7,8,9,10), ma ognuno apporta la sua propria vocazione qual dono suscitato dallo Spirito, mediante l'opera di "uomini e donne insigni" (cfr. LG 45; PC 1,2)
In quest'ora di evoluzione culturale e di rinnovamento ecclesiale, è necessario che l'identità di ogni Istituto sia conservata con tale sicurezza che si possa evitare il pericolo di una situazione non sufficientemente definita, per cui i religiosi, senza la dovuta considerazione del particolare stile di azione proprio della loro indole, vengano inseriti nella vita della Chiesa in modo vago e ambiguo.
In questi anni alcune parole che identificano il nostro carisma hanno assunto sempre maggior forza e chiarezza e vorrei di tanto in tanto esaminarne una con voi.
Incominciamo dalla parola chiave: DONO.
Nel Tempo di Natale appena terminato abbiamo contemplato il "DONO", Gesù dono del Padre, pienezza dello Spirito.
La contemplazione di Gesù-Dono ci ha colmato di commozione nel ricordo della recente beatificazione del nostro Fondatore, intimo amico di Gesù, scelto dallo Spirito per essere tramite di un dono – il Carisma Educativo – che ha generato la Congregazione.
Mons. Biraghi, con il riconoscimento ufficiale delle sue virtù eroiche, ci ha in un certo senso riconsegnato il carisma, indicandocelo come mezzo e via di santità. E' chiaro allora quanto sia importante per noi Marcelline, per la nostra identità carismatica, sottolineare la parola Dono.
La consapevolezza del Dono è consapevolezza dell'Amore di Dio per noi, è consapevolezza di una scelta d'amore fatta da Dio nella vita del nostro Fondatore e in ciascuna di noi.
Dono ricevuto dunque e dono da donare in un progetto di gratuità che Mons. Biraghi sottolinea con l'indicarci la Maternità come essenziale atteggiamento educativo.
Maternità è dono gratuito della vita, difesa, cura, attenzione alla vita, è gioiosa disponibilità all'altro, è impegno coraggioso e radicale da offrire al proprio tempo.
Il senso del dono deve allora investire la nostra spiritualità, identificare i nostri voti: rendere vigile e attiva la nostra povertà, agile e libera la nostra obbedienza, forte e matura la nostra castità.
Riflettiamo insieme in lode e gratitudine a Dio.