Beatificazione di Papa Paolo VI

Roma 19 ottobre 2014

Da tempo aspettavamo la gioia della beatificazione di questo Papa al quale ci uniscono lieti ed importanti eventi della storia della Congregazione e al quale siamo affettuosamente grate per il dono della sua presenza e della sua amicizia.

Giovanni Battista Montini ha frequentato, infatti, il nostro Collegio di Quadronno (Milano) fin da bambino, quando si recava a visitare le suore della mamma Giuditta.

Divenuto, poi, Arcivescovo di Milano si recava annualmente nelle nostre scuole per amministrare i sacramenti dell’Eucarestia e della Cresima e celebrare la gioia delle professioni religiose nella Casa Generalizia.

Così testimonia anche sua Ecc. Mons. Mario Delpini, vicario Generale della Diocesi di Milano, in una lettera inviata a Madre Maria Angela lo scorso mese di settembre.

"Tra i pellegrini non può certamente mancare una significativa rappresentanza delle Suore di Santa Marcellina, alle quali Paolo VI fu particolarmente legato, perché la sua mamma, Giuditta Alghisi, ebbe come educatrice la beata Maria Anna Sala, per la quale ebbe sempre parole di devozione.

Alle Suore Marcelline, dunque, si deve non poco della stessa beatificazione di Paolo VI, che da sua madre imparò ad amare con intensità e senza risparmio la Chiesa.

Non a caso, è noto che voi presso la Casa di Via Quadronno custodite la preziosa reliquia della pianeta e del completo per la prima Messa di Giovanni Battista Montini, fatto — secondo una bella tradizione — con l'abito da sposa della Mamma. "

L’autenticazione della reliquia che è stata donata a sua Santità il
Papa Francesco in occasione della beatificazione. (Clicca qui)

La lettera di sua Ecc. Mons. Delpini continua così:

"Le Suore Marcelline, poi, accompagnarono con il loro tradizionale entusiasmo e la loro ben nota generosità il periodo milanese di Giovanni Battista Montini, che contò sempre sulla vostra collaborazione nel tempo in cui fu nostro Arcivescovo.

Per questo sono ad invitarLa, insieme ad una significativa rappresentanza, alla solenne celebrazione di domenica 19 ottobre in Piazza San Pietro in Roma.” (Clicca qui per il documento)

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Le celebrazioni sono iniziate a Roma, nella Basilica dei Santi XII Apostoli, con una veglia di preghiera presieduta da sua Eminenza il card. Scola.

Numerosi i vescovi lombardi, i sacerdoti, i seminaristi e i pellegrini bresciani e milanesi, fra cui era anche un buon numero di noi.

Suor Vittoria e Suor Manuela

Suor Rita e Suor Luisa

Nell’omelia dei Vespri solenni, il card. Scola ha invitato ad amare la Chiesa, così come l’amò il beato Papa Paolo VI. “Quanto più amiamo la chiesa ne assumiamo la forma, diveniamo ecclesiali, diveniamo strada per diventare e portare Cristo stesso”. La nostra fede svanisce quando lo racchiudiamo nel nostro individualismo. (Clicca qui per l’omelia del card. Scola)

 

Infine ha terminato citando una preghiera del beato Paolo VI, una preghiera che ci rende capaci di cambiamento e di conversione. "Cristo, nostro unico mediatore tu ci sei necessario" (Paolo VI). (Clicca qui per il testo della preghiera)

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Il 19 ottobre, alla mattina, eccoci tutti in Piazza S. Pietro per celebrare nella gioia la beatificazione di quello che ci fu amico, arcivescovo e Papa!

Un cielo terso ed un sole estivo hanno illuminato la celebrazione eucaristica. Una folla immensa, 7000 dicono i giornali, e numerosissimi cardinali e vescovi erano presenti alla messa celebrata da Papa Francesco.

Suor Morella e Suor Cosimina

Madre Maria Angela ha avuto l’onore e la grazia di incontrare personalmente Papa Francesco prima della celebrazione Eucaristica. Il Santo padre ha desiderato ringraziare la Congregazione delle Marcelline per il dono della pianeta della prima messa di Paolo VI.

Un reciproco grazie e volti illuminati da sorrisi

 

Insieme a Bergoglio, anche il Pontefice emerito Ratzinger ha partecipato alla celebrazione della beatificazione di Paolo VI.

Nell’omelia Papa Francesco ha sottolineato il coraggio cristiano con cui il beato Paolo VI ha saputo scrutare i segni dei tempi «scrutando attentamente i segni dei tempi, cerchiamo di adattare le vie ed i metodi ... alle accresciute necessità dei nostri giorni ed alle mutate condizioni della società» (Lett. ap. Motu proprio Apostolica sollicitudo).

Egli fu un instancabile ed umile apostolo: “Nei confronti di questo grande Papa, di questo coraggioso cristiano, di questo instancabile apostolo, davanti a Dio oggi non possiamo che dire una parola tanto semplice quanto sincera ed importante: grazie! Grazie nostro caro e amato Papa Paolo VI! Grazie per la tua umile e profetica testimonianza di amore a Cristo e alla sua Chiesa!” (Clicca qui per il testo integrale dell’omelia)

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Lunedì mattina, alle ore 9.30, ha avuto luogo una concelebrazione solenne, presieduta dal card. Scola, nella basilica di S. Paolo fuori le Mura. Concelebrano il cardinale Tettamanzi, il Vescovo di Brescia monsignor Luciano Monari, altri 15 Vescovi e circa 150 sacerdoti; alcuni di essi, ordinati dall’Arcivescovo Montini, indossano con orgoglio il camice della loro prima Messa.

Anche noi, con i pellegrini ambrosiani e bresciani e i loro Pastori rendiamo grazie per il dono della santità di Paolo VI e della sua testimonianza profetica. La sua effigie è rappresentata nelle lunette che corrono lungo le navate.

Il vescovo di Brescia, Mons. Monari, evoca con tono commosso, nella sua omelia, la figura del beato Paolo VI, la spiritualità, il suo amore per la Chiesa.

Le parole del Signore risorto a Pietro sono la migliore porta d’ingresso al mistero della vita del beato Paolo VI: “Simone di Giovanni, mi ami? ...Pasci i miei agnelli!” Commentando questo brano evangelico, egli stesso – Paolo VI – scrive: “il rapporto d’amore verso Cristo Gesù dev’essere profondo, confermato e riconfermato, totale, nei sentimenti, nei pensieri, nei propositi, nei fatti, fondamentale, unico e felice…. Sì, o Signore, tu lo sai che io Ti amo.”

Nel “Pensiero alla morte”, egli dice così: “Prego pertanto il Signore che mi dia grazia di fare della mia prossima morte dono d’amore alla Chiesa. Potrei dire che l’ho sempre amata; fu il suo amore che mi trasse fuori dal mio gretto e selvatico egoismo e mi avviò al suo servizio; e che per essa, non per altro, mi pare d’aver vissuto. Ma vorrei che la Chiesa lo sapesse; e che io avessi la forza di dirglielo, come una confidenza del cuore, che solo all’estremo momento della vita si ha il coraggio di fare.” (Clicca qui per leggere l’intera omelia).

Lode a Dio per il dono della santità di Paolo VI e della sua testimonianza profetica.

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