Ecumenismo: Festa della presentazione di Gesù al Tempio
Giornata mondiale della vita consacrata

Svizzera - Cattedrale di Losanna, 2 febbraio 2014


Domenica sera, 2 febbraio 2014 si è svolta nella cattedrale di Losanna una celebrazione della Parola che riuniva dodici comunità religiose cattoliche e la comunità protestante delle Suore di Saint-Loup.

Per la tradizione cattolica questa domenica è una festa particolare: la festa della presentazione di Gesù al Tempio e anche della vita consacrata. I protestanti accolgono questo dono e riflettono sul senso di celebrazione.

Il pastore Martin Hoegger della Chiesa Evangelica Riformata del cantone di Vaud ha tenuto il seguente sermone:

Secondo la prescrizione rituale del tempo, Gesù, come ogni figlio maschio primogenito, viene consacrato al Signore. Questa consacrazione annuncia il dono supremo che Gesù fa di stesso sulla Croce per amore di Dio e degli uomini.

Questa giornata ha dunque un'importanza particolare per ogni persona consacrata che, ispirata dal dono totale di Cristo, anela a donare la propria vita per camminare alla sua sequela.

Ma poiché è innanzi tutto il battesimo che ci consacra a Cristo, questa festa ha un senso anche per ogni cristiano. Noi siamo tutti chiamati a donarci a Dio nelle responsabilità che abbiamo assunto e in cui viviamo.  Quando rileggo questo racconto della presentazione al Tempio di Gerusalemme, noto innanzi tutto l'importanza che occupa lo Spirito Santo. E’ lui che spinge Simeone ad andare al Tempio ed è lui che gli rivela il Cristo.

Lo Spirito è alla radice della vita cristiana e ci apre a Cristo. Egli fa di noi dei “cristiani”, cioè delle persone legate a Cristo, al Messia, in cui troviamo la pienezza dei doni che lo Spirito ci comunica.

Se non c’è vita cristiana senza l’invocazione dello Spirito Santo, non vi è neppure vita religiosa; senza la vita dello Spirito Santo non vi è neppure vita comunitaria.

Se lo Spirito Santo ha consacrato Gesù, è ancora Lui che consacra la sorella, il fratello che risponde alla sua chiamata per vivere in una comunità fraterna. Ogni persona consacrata lo è in Cristo, il consacrato per eccellenza: il Cristo, il Messia, l’Unto dello Spirito Santo. 

In quel giorno, nel Tempio di Gerusalemme, vi era una piccola comunità abitata dallo Spirito Santo: Maria, Giuseppe, Simeone ed Anna. Quattro persone che non si sono scelte. Quattro persone povere, obbedienti alla parola di Dio, caste costituiscono già una piccola comunità prototipo, in qualche modo, delle future comunità religiose.

 

 

Presentazione di Gesù al Tempio

Le comunità religiose che esistono oggi nel nostro cantone assomigliano un po’ a loro. Alcune sono più grandi, ma la maggior parte sono composte da 3-5 persone. Esse sono molto differenti fra loro, con carismi e vocazioni diversi. Tuttavia tutte hanno qualcosa in comune, o meglio "qualcuno" in comune.

Questo "qualcuno" è Gesù in mezzo ad esse, così come Gesù era in mezzo a Maria e Giuseppe a Simeone e Anna.

Simeone ed Anna non hanno incontrato il Cristo da soli, ma tramite altri. Così avviene anche per noi oggi; è tramite i fratelli e le sorelle, tramite la comunità che noi possiamo incontrare il Cristo.

Il fratello, la sorella non sono un ostacolo per entrare in comunione con Dio. Al contrario, essi sono un cammino, una grazia per mezzo della quale Cristo viene incontro a noi.

Nella misura in cui il Cristo abita nella comunità – ed egli vi abita più o meno vivamente seconda della forza della sua preghiera e della sua radicalità di consacrazione – la comunità fraterna può essere fermento di rinnovamento, di dinamismo interiore, di creatività. Essa può divenire una risposta alle nuove sfide, così come lo ha fatto per le sfide di questi 2000 anni di cristianesimo.

 

Le dodici comunità religiose del cantone di Vaud, presenti nella cattedrale di Losanna

 

Le comunità religiose attraverso la storia

In un tempo di rilassamento spirituale, il monachesimo del IV secolo è stato un invito pressante a ritrovare il radicalismo evangelico.

Dopo la decadenza del mondo romano, le abazie benedettine sono state dei punti di riferimento per la rinascita civile e religiosa.

Gli ordini mendicanti sono stati un forte richiamo agli ideali evangelici.

Nel XIX secolo, il movimento delle diaconesse, che ha toccato tutte le Chiese protestanti e da cui ha avuto origine la comunità di Saint-Loup, è stato una risposta al bisogno diaconale, così come le comunità di vita apostolica lo sono state per la Chiesa Cattolica.

Nel XX secolo, la fondazione delle comunità con vocazione ecumenica, come quella di Taizé, e il nascere di nuovi movimenti spirituali sono stati una forte risposta e richiamo alla riconciliazione. Senza parlare dello straordinario rinnovamento della vita monastica nella ortodossia, in particolare nell’Europa dell’Est.

Tutta la storia della vita consacrata può essere letta come un susseguirsi di interventi dello Spirito che guida la sua Chiesa alla comprensione della sua Parola e della sua attualizzazione. Mediante i fondatori delle comunità religiose – strumenti dello Spirito – la Parola di Dio risponde alle esigenze dei tempi.

Che ruolo conserva la vita consacrata nella crisi religiosa che pervade l’Occidente?

Possiamo pensare che lo Spirito ha preparato la sua risposta per andare incontro ai bisogni odierni.

Oggi, più che mai, le persone sentono il bisogno di comunicare fra loro. I nuovi mezzi di comunicazione ne sono una testimonianza. Ma questi mezzi mettono in evidenza un bisogno più profondo: quello di una comunicazione interpersonale.  

Le comunità religiose con la loro vita comunitaria e la loro accoglienza possono rispondere a questo bisogno.
Io domando allo Spirito Santo di rinnovare le comunità religiose con il suo dinamismo. Come la piccola comunità nel Tempio di Gerusalemme, così anche le comunità religiose del nostro cantone possano portare, con la testimonianza della loro comunione fraterna, Cristo al mondo, tanto bisognoso di vera amicizia.

 

Preghiera

Signore, come Simone e Anna ti hanno preso fra le loro braccia, fa che anche noi possiamo accoglierti ogni giorno nella nostra preghiera e nel nostro incontro con i fratelli e le sorelle. Fa che possiamo vivere le tue parole, appello alla misericordia!

Come tu sei cresciuto tra Maria e Giuseppe, così vieni a crescere in mezzo a noi! Allora anche noi cresceremo in forza e saggezza, nel discernimento e la conoscenza. E cresceremo anche nell’amicizia tra noi e nell'andare incontro a tutti.

In questa festa della vita consacrata, con Maria e Giuseppe, Simeone ed Anna, piccola comunità in cui Tu sei presente, vieni in mezzo a noi e fa crescere la nostra comunione.

Noi guardiamo a Te, Trinità Santa, comunione d’amore, per ricevere da Te il dono della comunione. Noi ti imploriamo con le nostre preghiere, perché Tu ci doni uno sguardo di misericordia.

Sì, Signore, noi ti prendiamo fra le nostre braccia per pregare la tua Parola di vita, rompere il Pane dell’amicizia e abitare in pace con tutti.

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