La Fondazione Stella Maris onlus a “Fa' la cosa giusta”

Milano, 13-15 marzo 2009

“Consumare meglio, consumare meno”: questo il tema della fiera di Milano “Fa’ la cosa giusta”, che nei giorni 13-15 marzo ‘09 ha ospitato nei suoi padiglioni oltre cinquecento espositori (tra cui scuole, finanza etica, terzo settore, agricoltura biologica, commercio equo-solidale, editoria e promozione culturale), accomunati dal desiderio di proporre e favorire un consumo critico e stili di vita sostenibili per la società e l’ambiente. Tra questi, nel settore “pace e partecipazione”, c’eravamo anche noi, suore marcelline, come Fondazione Stella Maris onlus, a manifestare la nostra appartenenza al “popolo dell’economia solidale italiana”. Stavamo lì con l’entusiasmo nostro e del gruppo di volontari, con il desiderio di dare visibilità alle nostre attività missionarie e alle iniziative di educazione alla solidarietà, con la voglia di testimoniare la nostra presenza educativa anche tra le fasce più deboli e nei territori oltre confine.Qualche centinaio i visitatori, giovani o adulti, del nostro piccolo stand, che diventava luogo di reciproca conoscenza quando qualcuno, mosso da vero interesse, si fermava a chiedere informazioni più dettagliate. C’era, invece, chi, incuriosito, si limitava a ritirare il materiale illustrativo, ringraziando.Entrare in rete con altre realtà impegnate a diffondere stili di vita sostenibili è stata un’esperienza molto arricchente, che ci ha dato anche la possibilità di misurare la grande attenzione e l’interesse che tanta gente comune (cinquantamila i visitatori della fiera) dedica a questo tipo di proposta.Molto positivi i riscontri che abbiamo registrato nei giorni successivi: apprezzamenti per questa nostra iniziativa, che a molti è sembrata audace; stupore e compiacimento di tanti venuti a conoscenza di un volto nuovo delle Marcelline; richieste di adesione al volontariato internazionale. Andare oltre i luoghi consueti ci ha consentito indubbiamente di far correre su binari nuovi il nostro dono carismatico, dinamicamente aperto a sempre nuovi orizzonti. Un grazie di cuore a chi ci ha sostenuto in questa iniziativa e, soprattutto, ai nostri simpatici e generosi volontari, pronti a dare il meglio di sé e a gettare con semplicità e intraprendenza il seme del nostro carisma educativo.

sr. Maria Grazia

Veduta d’insieme

 

 

Hanno scritto:

Non ero mai stata a questa fiera e, per quanto ne fossi informata, mi hanno colpito la quantità e la varietà delle proposte, la curiosità più attenta della gente, la giovane età della maggioranza del pubblico.Sono venute ragazze sparse o in gruppo, che se ne andavano con le informazioni sul volontariato in vacanza, le più preparate erano giovani signore da subito interessate ai singoli progetti. Proprio una bella gioventù.Molti conoscono le scuole delle Suore Marcelline ma pochi la loro attività come missionarie. Parlarne alla gente mi ha fatto sentire non una vecchia ex allieva, ma una parte attiva di una realtà operosa ed efficiente, che si espande dove il mondo ha più bisogno: con semplicità, con entusiasmo, con amore.

Miki

Nei padiglioni c'era veramente di tutto un po', una specie di grande "mercato" dove ognuno proponeva ciò che più gli stava a cuore. Ma come è diverso il cuore di ogni uomo!! C'è chi pone attenzione ai beni "materiali" dell'uomo (abbigliamento, cibo, risparmio energetico) e probabilmente sono quelli che attraggono di più; ma poi c'era qualcuno, come le suore marcelline, che hanno il cuore rivolto alla crescita dell'uomo: trasformare il bozzolo che c'è in ogni essere umano in una farfalla che ad ali spiegate scopre il mondo attorno a sé.Andando in giro per la fiera a proporre i vari progetti dei Stella Maris (adozioni a distanza, 5 per mille, volontariato e aiuti di vario genere) ho visto alcune facce dell'umanità: gente che non voleva neanche sentir parlare di queste cose ed altre invece che chiedevano molte spiegazioni.Di semi ne sono stati gettati tanti vedremo poi, a tempo opportuno quante piante cresceranno e che frutto daranno!!

Carola

 

Il nostro stand con due dei nostri volontari

 

Dando il mio piccolo contributo per lo stand delle suore Marcelline ho avuto la possibilità, innanzi tutto, di raccontare la mia esperienza di volontariato al centro estivo in Albania, dove ho potuto costatare in prima persona il grande lavoro svolto dalle suore marcelline a Saranda, e non solo.Naturalmente ci sono state delle difficoltà nel cercare di fare conoscere i vari progetti missionari, ma credo che in fondo abbiamo lanciato un piccole seme che potrà dare i suoi frutti.Una cosa che mi ha dato grande soddisfazione è vedere sopratutto ragazzi della mia età interessati a partecipare a progetti di volontariato. Quest'ultimo può essere un'esperienza straordinaria capace di farti cambiare il punto di vista sulle cose.Il messaggio che mi ha dato quest'evento è che unendo le forze è possibile realizzare grandi cose, e spero che ciò avvenga!

Pamela

L’esperienza che ho avuto il giorno in cui sono andata a fare il mio turno in fiera mi ha giovato tantissimo, in quanto ho imparato a conoscere un aspetto apparentemente insolito delle Marcelline. In effetti, la loro fama di educatrici viene spesso limitata all’istruzione impartita a figli di persone benestanti, con la triste conseguenza di considerarle eccessivamente altezzose. Era la stessa idea che avevo io, prima di bussare alla porta di Casa Madre, spinta dalla curiosità di conoscere meglio il Fondatore in vista della sua Beatificazione. Dal giorno della mia prima visita, i miei pregiudizi sono crollati uno dopo l’altro, soprattutto quando ho avuto notizia della loro attività missionaria. In un periodo in cui ci si lamenta della lontananza della Chiesa ufficiale dalle problematiche che affliggono il mondo in cui viviamo, farebbe bene sottolineare che aiutare chi è in difficoltà significa anche fornire gli strumenti necessari per sollevarsi da quello stato: un’alimentazione equilibrata, come pure l’educazione, intesa nel senso etimologico di “tirare fuori” le parti più nobili che ciascun bambino o ragazzo porta dentro di sé. Ringrazio il Signore per avermi concesso un’occasione così importante e prego che la nostra Fondazione possa godere sempre di frutti abbondanti, in modo da farsi vicina a quante più persone possibili.

Emilia

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