La benedizione della nostra casa

Querétaro – Il Girasole, 14 febbraio 2009

Da tanto tempo desideravamo questo giorno, ed é arrivato! Una giornata splendida vissuta in comunione con tanti “amici”: le quattro comunità del Messico, alcuni laici e le collaboratrici dell’opera. Anche il sacerdote che ha presieduto la liturgia é amico dalle Marcelline da parecchi anni. La Messa é stata celebrata nel salone della scuola, poiché la piccola cappella della nostra casa non riusciva a contenere tutte le persone presenti.

Tutto nuovo: l’altare, i vasi sacri... Il messaggio di don Alberto ha preso spunto dalla liturgia del 14 febbraio e dai santi Cirillo e Metodio,commemorati in quel giorno. Il Vangelo di san Marco, sulla moltiplicazione dei pani, ci invita a farci pane per la fame dell’umanitá. Una suora si é fatta pane e ha donato le sue energie per costruire quest’opera e dare cosí “pane “ alla gente povera di questo luogo; la suora e le suore che continuano l’opera sono la benedizione che Dio fa scendere sull’umanitá. Questo il senso della benedizione che oggi si dà a questa casa. “La gente oggi é affamata di vero pane, non solo quello materiale, ma anche e sopprattutto quello spirituale. Perció non dovete dare solo cultura, ma il pane del Vangelo che dá senso alla vita. Così hanno fatto i santi Cirillo e Metodio con la loro predicazione e il loro zelo”.

Il Padre ha conclusso chiedendo al Signore la benedizione per tutta la congregazione cosicché essa possa essere benedizione per tutti quelli che hanno fame e sete del pane materiale e spirituale.

Al termine dell’Eucarestia siamo andati processionalmente alla casa delle suore, dove il Padre ha benedetto la nuova abitazione con insistenti preghiere, e ha invitato suor Adriana a benedire con l’acqua benedetta ogni suora, la sua comunitá e ogni ambiente della casa. Suor Adriana, meravigliata e emozionata, ha eseguito serenamente l’ordine ricevuto.

Non poteva mancare, dopo un momento cosí intenso di benedizioni, la condivisione del pane materiale.

Le suore della comunitá avevano preparato diversi e squisiti cibi, che abbiamo consumato insieme, con grande spirito di fraternitá. Abbiamo sperimentato quello che dice il salmo: “Come é bello e piacevole che i fratelli vivano insieme”.

Riflettevamo con commozione: il Signore, non solo ha moltiplicato il pane, ma anche le nostre comunitá: qualche anno fa le comunità messicane erano due, ora sono quattro; questo ci rende felici.

Ma voi pensate che la festa sia finita lí? No! Non é nello stile messicano. Il giorno dopo eravamo ancora nella piccola casa sotto i gazebo a mangiare insieme, (questa volta solo le suore) a fare la “taquiza”, ossia a mangiare un tipico piatto messicano, fatto di tortillas, carne e verdure varie.

Beh, é difficile spiegare, vi invitiamo a venire a vedere!

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