Sulle tracce del beato Biraghi: visita alla Chiesa di S. Maria in Calvenzano

Melegnano - Milano, 6 ottobre 2012

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In una splendida giornata di ottobre la Comunità della Casa Generalizia , accompagnata da Madre Maria Angela e dalla Prof. Tamara Gianni, membro del Centro Studi della Congregazione, ha visitato i luoghi che furono oggetto di studio e di venerazione del beato loro fondatore.

La basilica di S. Maria in Calvenzano : facciata e portale (XI-XII secolo)

Calvenzano rappresentò il primo monastero cluniacense nella diocesi di Milano, tra il 1097 ed il 1101. E dopo il 1200 vi furono in Lombardia oltre cinquanta monasteri dell’ordine di Cluny. A Calvenzano i monaci erano quasi sempre tre, raramente quattro. Esercitavano l’elemosina, l’ospitalità, la recita dell’ufficio divino, l’amministrazione dei beni rurali, la cura delle coltivazioni.

Dottore della prestigiosa Biblioteca Ambrosiana (dal 1855 alla sua morte 1879) il Biraghi aveva pubblicato nel 1865 un testo sulla vita, l’opera ed il martirio del filosofo Severino Boezio, in cui sostiene l’ipotesi che il suo martirio sia avvenuto in questo luogo.  In realtà studi più recenti  hanno certificato che la sentenza di condanna a morte di Boezio viene ratificata da Teodorico ed eseguita presso Pavia, nell'Ager Calventianus, una località che non si è potuta identificare con certezza.

Per noi Marcelline è interessante leggere, al capitolo XVII del suo libro, la descrizione particolareggiata che di questa veneranda basilica.

Leggiamo : “Al di dietro di un caseggiato che ha tutta l'aria di essere eretto su di antichi ruderi vedesi una basilica a tre navi e tre absidi. Qui non archi acuti, non mostri o caricature, ne colonnette smilze quali si vedono usate nel secolo IX e nel X, ma il buon gusto romano, e capitelli sobrii, e un'aquila imperiale per ogni capitello e gli archetti da galleria praticati al di fuori dietro gli absidi, e fenestrelle strette ma lunghe, assai graziose”.

Biraghi continua con la descrizione dell’arco della facciata :

“Eccovi sulla porta della facciata l'arco trionfale, già coperto dal pronao, ora caduto, con varii semigiri di ornati e di arabeschi assai eleganti. Nell' arco campeggiano in larga zona e in dieci scompartimenti, decorati ognuno di buona architettura, i fatti seguenti:

nel 1° a destra di chi entra vedesi l'Angelo con verga da messaggero in mano, annunciare alla Vergine: Nascerà da te... il figlio di Dio; e Maria volgere le mani a lui in segno dell'assenso: e Io Spirito Santo, operatore del gran miracolo, qui figurato, secondo l'uso antico, in una mano che appare fuori da nuvola”

nel 2° l'abbraccio dato da Maria ad Elisabetta, la quale dice: D'onde a me questa grazia che la Madre del mio Signore venisse a me?

nel 3° l'Angelo apparito a Giuseppe dormiente in atto di dirgli: Non temere di prenderti Maria in isposa... Darà alla luce un figlio... l'Emmanuele, l'Iddio con noi.

Nel 4° e 5° il parto della Vergine e la stella, il Presepio col bue e l'asino; e nel 6° l'Angelo che dice ai Pastori: È nato il Salvatore”.

Nel 7° i tre Magi e Maria, la quale tiensi in grembo il divin Figliuoletto.

Nell'8° Maria che porta Gesù in Egitto, entra in una città, sul cui vestibolo vedesi un tempietto in memoria degli idoli allora caduti in terra. Ecco il Signore ascenderà sopra una nuvola leggera (che è Maria, dice s. Girolamo), ed entrerà nell'Egitto, ecc. (Isaia).

Tutte figure che ricordano il sublime titolo di Madre di Dio, Deipara, e tutto vi è secondo gli usi e lo stile non posteriore al secolo VI. S. Giuseppe vi è effigiato senza nimbo, in aspetto di giovane e senza barba. I Magi hanno corona, venuta allora in uso alle loro immagini, ma semplice assai il vestito. Seguono due quadretti, 9 e 10, col re Erode. Da questo, ben lo si vede, che in queste due scene si volle adombrare il supplizio dell'innocente Boezio e il castigo del tiranno micidiale Teodorico”.

Erode assiste impassibile alla strage degli innocenti; Erode immerso in una tinozza, tenta di lenire i dolori causati dalla punizione divina.

All’interno rimaniamo ammirate dal grande affresco absidale (prima metà del XIV sec.) raffigurante l’incoronazione di Maria. Nella fascia inferiore, figure di santi e profeti

L'incoronazione di Maria

Come nota anche il Biraghi nello stesso libro, nella basilica una immagine marmorea della Vergine Maria, colle vesti e con le chiome intrecciate secondo l’usanza gotica, che tiene sul braccio sinistro il Bambino Gesù . Peccato, nota ancora il Biraghi che il viso è stato guastato e che manchi la testa del Bambino.

Davvero una gita straordinaria, ricca di bellezza, di fraternità e di spirito biraghiano!

 

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