Una nuova statua arricchisce il Duomo: quella del beato Luigi Biraghi

Duomo di Milano, 15 settembre 2012

Durante la festa dell’Esaltazione della Santa Croce e il rito della Nivola , Sua Eminenza, il cardinale Angelo Scola, ha benedetto la statua del beato Luigi Biraghi, realizzata per essere collocata in Duomo, in alto, su un capitello della prima colonna del transetto di sinistra nella zona dell’altare.

«Essere qui oggi significa per noi vivere nuovamente la gioia e la grande emozione che abbiamo vissuto nel 2006, quando monsignor Biraghi fu beatificato. Con commozione oggi vediamo il nostro fondatore entrare nel suo Duomo». (Madre Maria Angela)

Monsignor Luigi Biraghi (1801-1879) è conosciuto come un sacerdote di profonda spiritualità e vasta cultura, che profuse nei seminari, quale insegnante e direttore spirituale. Fu consigliere dei suoi arcivescovi. Nominato dottore della Biblioteca Ambrosiana, coltivò studi di storia ecclesiastica e di teologia. Nel difficile trapasso della Lombardia dall’Austria, al Regno d’Italia, fomentò il dialogo e la pacificazione. Per l’educazione cristiana delle giovani e la formazione culturale della donna fondò nel 1838, l’Istituto delle Suore Marcelline. Giovanni Paolo II lo ha dichiarato «venerabile» il 20 dicembre 2003. È poi stato proclamato beato il 30 aprile 2006 nel Duomo di Milano insieme a don Luigi Monza.

L’opera, scolpita dall’artista milanese Mauro Baldessari, evidenzia alcuni tratti della personalità del beato. L’atteggiamento della statua è curvo perché don Luigi era chino verso il suo tempo; questo gli ha permesso di accorgersi del grosso bisogno educativo delle giovani “borghesi” dei suoi tempie lo ha spinto a fondare l’Istituto delle Suore di Santa Marcellina». Il volto esprime un misto di riflessione e di sogno intravisto, un sorriso buono, uno sguardo, rivolto verso il basso, a benedire e proteggere Milano e gli ambrosiani.

Nelle mani tiene un libro e una penna, per comunicare la Parola e la Verità, ricercate, amate, studiate, annunciate e raccontate con un coinvolgente metodo educativo.

L'aspetto più dinamico della statua è dato dal passo in avanti che sbilancia il corpo del beato e dà movimento. Ai piedi della statua è presente una piccola figura della basilica di S. Ambrogio per richiamare il ritrovamento delle tombe di S. Ambrogio e dei due martiri Gervaso e Protaso, da parte del Biraghi che si distinse nel suo tempo anche come studioso di archeologia cristiana.

 

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La benedizione della statua del beato Luigi Biraghi ha dato inizio ad una celebrazione molto popolare e che ha lasciato profonda traccia nella tradizione ambrosiana, anche per la singolarità del Rito della “Nivola” che, ogni anno, è presieduto dall’Arcivescovo. La Nivola (nuvola ndr) è una sorta di ascensore sulla quale ha preso posto l’Arcivescovo, per prelevare il S. Chiodo, preziosa reliquia della Passione del Signore.

Suor Rossella Romaro, Maestra delle novizie, legge all’ambone un lettera, indirizzata a Madre Marina, dal Biraghi. La lettera porta la data del 14 marzo 1839. (Per leggere il testo clicca qui)

L’arcivescovo Angelo Scola, nella sua omelia ha sottolineato l’importanza di questa celebrazione, rievocando anche l’operato del beato Biraghi. «Carissimi fedeli, abbiamo vissuto insieme l’inizio e la parte media di questo vespero in cui ripercorriamo una grande tradizione ambrosiana, quella di presentare la preziosa reliquia dal S. Chiodo. Come aiutare ciascuno di noi a vivere questo gesto nella sua intensa verità, a non ridurlo a qualche cosa di esteticamente bello? C’è una sola strada, quella che ancora oggi monsignor Biraghi ci ha richiamato, si chiama immedesimazione, cioè entrare nel significato profondo di questa reliquia, con il cuore, la mente e il gesto. Nel crocefisso c’è la tua salvezza, la mia salvezza, la salvezza di tutti.

 

 

Omelia del Card. Scola

 

Il Cardinal Scola ha infine evidenziato la grandezza della Beata Vergine Maria Addolorata. «Affidiamoci alla Vergine addolorata, mettiamo nelle sue mani le nostre vite, stringiamoci con forza nella capacità di accettare tutto ciò che la provvidenza ci manderà cosi che la vittoria della croce possa essere segno prezioso per i nostri fratelli e le nostre sorelle. Questa è la strada della testimonianza che ha avuto in don Biraghi un segno straordinario: egli ha capito per tempo la decisività dell’educazione ». L’educazione, ha sottolineato il Card. Scola, resta oggi il problema numero uno della Chiesa universale e del mondo intero» (Per ascoltare l’omelia clicca qui)

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