Le decisioni difficili fra abbandono e accanimento terapeutico: quando “prendersi cura” è difficile

Milano Cernusco sul Naviglio, 2 marzo 2018

“Le nuove tecnologie che permettono interventi sempre più efficaci sul corpo umano richiedono un supplemento di saggezza per non prolungare i trattamenti quando ormai non giovano più alla persona” (Cardinal Carlo Maria Martini)

I tre giorni di formazione hanno preso ispirazione dalle parole del cardinal Martini e di papa Francesco, suscitando un’interessante riflessione sul senso della vita in una fase difficile, fase che richiede particolare cura, sia a livello fisico che relazionale.

Sono intervenuti come relatori il Dott. M. Picozzi, Direttore Centro Etica Clinica, Università dell’Insubria, il Dott. S. Venturoli, logoterapeuta, il Dott. Zambelli A., Responsabile dell’Hospice Malattie Infettive dell'Ospedale Luigi Sacco di Milano, suor Lucia Tiziani e Francesca Negri, entrambe caposala dell’Istituto Mons. Biraghi, le signore Francesca Trianti e Anna Motteran, in qualità di familiari.

Si è voluta sottolineare l’importanza della vita e delle relazioni per aiutare a vivere al meglio gli ultimi tempi dell’esistenza.
Il prendersi cura va oltre l’aspetto biologico e biochimico tenendo conto di tutte le dimensioni della Persona: fisica, psichica, spirituale, biografica, etica, valoriale.
Per realizzare questo scopo risultano necessari un reciproco sostegno ed un’alleanza tra l’equipe, i familiari e, laddove possibile, la Persona in cura.
Di qui l’importanza dell’ascolto di chi sta vivendo l’esperienza della cronicità e della terminalità; ciò richiede da parte degli accompagnatori un continuo apprendimento all’accompagnamento.   

Il Direttore Sanitario del Soggiorno Biraghi, Dott. Riva, nel suo discorso finale, ha augurato che si possa agire con quella “saggezza evocata e fortemente auspicata e quasi invocata dal Card. Martini e Papa Francesco” che comporta “disciplina ma non intransigenza, scienza e non approssimazione, umanità e non tecnocrazia, discernimento e non protocollo/procedura, ascolto e non presunzione”.

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