Le avventure di una GMG ItaLondinese

Luglio 2016

Siamo partiti dalla St Peter's Italian church con un gruppo di 38 ragazzi accompagnati da P. Riccardo, P. Giuseppe ed io, suor Alejandra.

Durante l'anno ci siamo preparati a questo pellegrinaggio con delle catechesi organizzate dagli stessi ragazzi e abbiamo affrontato le opere di misericordia e le beatitudini, finendo con qualche incontro sulla storia della Polonia, la sua cultura e la sua spiritualità. Abbiamo organizzato anche degli incontri di preghiera, dei ritiri e delle esperienze di volontariato che hanno dato l'occasione ai ragazzi di spendersi per i più bisognosi.

A Cracovia la nostra esperienza e’ stata provata sotto tutti i punti di vista: abbiamo avuto difficoltà su difficoltà, non soltanto per l’organizzazione locale, ma anche tra di noi perché si è creata un'atmosfera un po’ tesa, forse per le diverse aspettative che ognuno aveva e per il diverso spirito con cui è stata affrontata la GMG. Quindi e’ risultata essere una vera prova, ma è servita tanto a riffletere, conoscerci e crescere e come ha detto un ragazzo: “ SIAMO PARTITI COME GRUPPO, TORNIAMO COME COMUNITA’”. E questo è stato possibile grazie a tutto cio che abbiamo affrontato insieme. Un'esperienza che, a detta loro e anche nostra, rifaremmo, così proprio com’è andata, senza cambiare una sola cosa che la renderebbe più confortevole.

Due testimonianze dei ragazzi al loro ritorno a Londra

First of all la gmg e’ stata una prova...fisica...anche! Si’ lo sapevo che avremmo camminato, ma non mi aspettavo per una quindicina di km (credo in totale...non lo so a me sono sembrati anche di piu’. Ad un certo punto ho chiesto a Claudio se avevo capito bene che saremmo tornati a Londra, perche mi era venuto il dubbio che stavamo avviandoci a piedi a Panama!!)

Sotto la tempesta o i 30 gradi! Si’ lo sapevo che avremmo portato le bags sulle nostre spalle, ma non mi aspettavo che la mia fosse cosi pesante...eppure ero cosi fiero di me stesso quando pensavo di avere messo dentro solo l’essenziale! Si’ lo sapevo che non avremmo goduto di pietanze prelibate (ne ho fatte altri di pellegrinaggi), ma non mi aspettavo che avrei provato che cosa significhi sentirsi cosi affamato da stare male in una folla che ti spinge in attesa di arrivare ad uno stand che ti nutri di cibo quasi comestibile. No non lo sapevo e ho capito che quando sei stremato, affamato, con la schiena a pezzi e i piedi che bruciano si perde lucidita’ e si sclera facilmente. Che i tuoi compagni di viaggio li vorresti prendere a testate perche’ sono lenti o perche’ troppo veloci... (e questo sono solo alcune delle difficolta’) E quindi mentre alcuni in quei momenti avevano un pensiero per i disabili, io ho capito l’1 % delle difficolta’ che provano i profughi....

Ricapitolando, nella mia comoda vita quanta grazia tante volte do per scontata. Dove mi lamento del superfluo quando miei fratelli non hanno nemmeno ravanelli* Si vabbe’ lo sappiamo tutti ... ma il punto e’ che non lo sappiamo mai abbastanza... Abbiamo vissuto insieme h24/24 e quello che ci siamo donate reciprocamente e’ stato l’essenza della GMG. Come diceva Marco Lo Coco al ritorno “Siamo partiti come gruppo, torniamo come comunita’”...... Dopo la GMG possiamo partire. E per partire intendiamo come comunita’ come amici, fratelli... partire per essere una “squadra fortissima”, per essere missione qui a Londra , al di la della catechesi del mercoledi... crescere spiritualmente insieme ad essere uno accanto all’altro, dove se uno si ferma gli altri lo aspettano e se non gli va piu’ di camminare, gli altri lo incoraggiano...

(Antonella Morlando)

*Il giorno della veglia ci hanno dato per mangiare una scatola piena di ravanelli.

Ragazzi cari...

Tra le tante cose che hanno caratterizzato questa gmg per me (vi assicuro che le prove sono state davvero numerose) vi lascio al volo questo episodiio ... ero a Casa Italia ... in fila per andare in bagno, incontro il cardinal Bagnasco (segretario della conferenza dei vescovi) e lo saluto... lui inizia a parlare e sapendo che ero del gruppo di Londra mi lascia queste parole...RESTATE UNITI SEMPRE MI RACCOMANDO...

... non dimentichero’ il suo volto quando disse queste parole ... risuonano ancora come quelle di Gesu ... “Padre, fa che siano una sola cosa”...e ripensando a tutto mi chiedo e vi chiedo di fare in modo che questa comunione possa sempre essere presente... la prima cosa che il diavolo odia e’ la comunione... perche? Perche’ qualsiasi relazione vissuta nella comunione e’ immagine della Trinita’ che e’ amore perfetto...e noi questo siamo chiamati a essere ... testimonianza viva che la comunione e’ realizzabile in mezzo a noi... ponti non muri come dice sempre il nostro Papa... alla veglia ci ha detto: la risposta alle angosce del nostro tempo voi l’avete gia’ ...e’ la fraternita’.

(Claudio Martignetti)

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