Visita al campo di Oreokastro

Oreokastro - 21 e 22 giugno 2016

Ad Oreokastro, un paese a circa 20 minuti di macchina da Salonicco, c’è uno dei campi allestiti dal governo greco per i profughi siriani, allontanati da Idomeni. La Caritas vi opera insieme con altre associazioni da qualche settimana.

Il 21 e 22 giugno siamo entrati anche noi, eravamo in sette. La polizia greca e l’esercito, che custodiscono il campo, ci hanno registrati non senza qualche difficoltà, ma, alla fine, siamo riusciti ad entrare.

Il campo consiste in un grande capannone che riceve luce da due porte una sul fronte e l’altra sul retro e qualche sparuta finestra; a terra, nel cemento sono piantate file di tende una addossata all’altra; ci sono solo corridoi longitudinali. Tutto, anche a mezzogiorno, è nella penombra! Qui abitano, ora, 1500 persone, di cui 616 sono minorenni.

Sul lato sinistro c’è un ripiano in muratura e cemento, largo circa 5 metri e coperto da lamiera, alto circa due metri rispetto al piano terra. Qui, verso le 11 arrivano i camion che portano il cibo: il governo paga un catering, che, in base al numero di persone di ogni nucleo familiare, registrate su apposite carte, distribuisce insieme pranzo e cena: riso con pezzetti di pollo o lenticchie con formaggio, panini, succo di frutta e una bottiglia di acqua minerale. La Caritas si è impegnata a distribuire pomodori, insalata e cipolle, quattro volte la settimana. La distribuzione dura circa due ore e i 38 gradi non aiutano! Tuttavia la gente tra le transenne, fa la fila tranquilla e anche coloro che distribuiscono sono attenti e cordiali.

Nell’attesa di aiutare, anche noi abbiamo giocato con i bambini e un papà, una volta compreso come funzionava il gioco della bandiera, ha sostituito suor Anna e ha spiegato ai bambini le regole in arabo.

I bambini tra i due e i quattro anni hanno bisogno di coccole più di ogni altra cosa: lo ha dimostrato, mentre stavamo andando via il secondo giorno. Una bambina, mentre correva, ha buttato la merendina che stava mangiando e si è fatta prendere in braccio.

Sono le relazioni il vero alimento della vita!

Passando di tenda in tenda, abbiamo dato ad alcune donne tessuti preparati per il ricamo, uncinetti e fili, così che la loro giornata potesse trascorrere con qualcosa da fare. Per l’uncinetto avevamo una sola rivista: al ritorno dalla distribuzione la rivista già girava di mano in mano, ma già si erano messe all’opera. Non abbiamo portato Gesù, l’abbiamo trovato lì: accogliente, dignitoso, sofferente, ma capace di sorriso e di dono: un bambino ci ha dato due albicocche, un bene raro da quelle parti senza certezze per il futuro, ma abbandonato al Padre Onnipotente e misericordioso.

Grazie a che ha condiviso l’esperienza con noi e ha faticato con gioia, il Signore saprà dargli il centuplo!

Don Antonio con una suora di Madre Teresa

Ora stiamo preparando il campo di animazione per i bambini di Oreokastro che faremo dal 15 al 29 agosto.

Qui a Saranda tante persone ci aiutano in vario modo: chi prepara il materiale per i lavoretti, chi fa gomitoli, portandosi a casa grosse bobine di cotone e chi, vedova e con poche risorse, ci dà del denaro per contribuire alle spese per i rifugiati.

Il Signore ci accolga tutti nel suo abbraccio d’amore e di pace!

Suor Daniela Silvestrini

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