Professione religiosa dei voti perpetui di Suor Daniela Musiari

Milano, Basilica di Sant’Ambrogio - 6 settembre 2014 0re 16,30

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Nella basilica di Sant’Ambrogio, la Chiesa milanese si riunisce gioiosa e festante per celebrare la donazione totale e definitiva a Dio di tre sorelle: Giovanna Agostini e Paola Vitali delle Ausiliarie Diocesane e Suor Daniela Musiari delle Suore di S. Marcellina.

Anche il sole, da tempo assente, è venuto ad illuminare di giocondità questa solenne celebrazione eucaristica, presieduta da sua Ecc. Mons. Mario Delpini, Vicario Generale della Diocesi di Milano.

Nella basilica gremita di consorelle, parenti, amici e fedeli, concelebrano l’Eucaristia numerosi sacerdoti

Mons. Delpini nell’omelia illustra e chiarisce il significato della professione dei consigli evangelici alla luce della Parola di Dio.

Commentando la prima lettura, tratta dal profeta Isaia (60, 16-22) il vescovo spiega:

La parola del profeta annuncia la via della salvezza: Il Signore sarà per te luce eterna, il tuo Dio sarà il tuo splendore. La salvezza dalla precarietà, dalla vita che sfugge, dalle incerte sorti della vicenda umana non si può cercare nell'evasione dai fastidi e nella ricerca impraticabile di un angolino tranquillo al sicuro dalle tribolazioni; si trova piuttosto nell'immergersi nella luce di Dio, nel lasciarsi avvolgere dal suo splendore, che in concreto è la gloria del Signore risorto.

La consacrazione è una scelta di vita che assume il compito di vivere e testimoniare la salvezza compiuta dal nostro Dio e Signore Gesù Cristo nella Pasqua: Cristo è risorto, primizia di coloro che sono morti. Le consacrate partecipano a questo compito di essere primizia, sono donne della risurrezione ”.

 

Dal vangelo secondo Giovanni (5,19-24): "In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo."

La vita sembra talora impigliarsi nel molteplice […]

Il molteplice genera un senso di smarrimento, una confusione che rende difficile distinguere quello che è più importante, una frantumazione della giornata e della vita […]

Il molteplice invoca una unità. E la parola di Gesù, la sua vita, la sua testimonianza offre la risposta a questa invocazione. C’è una cosa sola da fare: quello che fa il Padre. C’è un nome solo che unifica tutti i momenti della giornata, tutte le stagioni della vita, tutte le situazioni in cui si trova a vivere: essere il Figlio.

La professione dei voti perpetui che le nostre sorelle compiono quest’oggi è il momento glorioso e commovente in cui la loro vita si unifica in una identità, la loro libertà si compie nella decisione di offrirsi, la molteplicità dei loro impegni e delle loro relazioni trova la sua unità in una appartenenza.

La risposta di queste nostre sorelle è: “Sono una consacrata. Appartengo al Signore. Ho una cosa sola da fare: compiere le opere del Padre. Ho un solo scopo nella mia esistenza: passare dalla morte alla vita!”.

Siamo grate a queste sorelle e siamo qui a condividere la loro gioia, perché la loro vita trova e propone l’unità del molteplice, perché il loro consegnarsi al Signore attesta la salvezza dalla precarietà, perché, determinate a vivere alla presenza di Dio vedono in ogni luogo e tempo e situazione il rivelarsi della sua gloria. (clicca qui per leggere l'intera omelia)

Dopo la celebrazione eucaristica l'incontro gioioso con i genitori e con i familiari

La divertente sorpresa degli studenti liceali venuti a far festa alla "loro" suora insegnate.

Infine il momento fraterno e conviviale con le consorelle

Coraggio, Suor Daniela, non sei sola nel tuo cammino!

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