S. Messa in ricordo del beato Luigi Biraghi

Cernusco sul Naviglio (Milano) - Cappella di S. Teresa alla Castellana, 29 maggio 2013

Alla S. Messa concelebrata da Don Ettore Colombo e Don Ettore Bassani hanno partecipato la Madre Generale, Suor Maria Angela Agostoni con un folto numero di Suore, il Sindaco di Cernusco, Eugenio Comincini, la famiglia Barni, imparentata con il Fondatore, ed un gruppo di fedeli.

Con emozione è stato ricordato, nella Cappella di S. Teresa alla Castellana, il giorno anniversario della prima Santa Messa qui celebrata dal novello Sacerdote Don Luigi Biraghi: il 29 maggio 1825. La sua ardente pietà in questa sua prima celebrazione eucaristica fu tale da essere ricordata con emozione molti anni dopo, da don Cesare Rovida, suo padrino. L’avvenimento fu festeggiato per tre giorni alla Castellana.

Perché ricordare questo fatto 188 anni dopo? Perché questo Sacerdote ha segnato la storia di Cernusco e la storia della Chiesa Ambrosiana. In una chiesa linda e ordinata la Santa Messa è stata celebrata dal Prevosto della città, don Ettore Colombo. Con lui ha concelebrato il nostro Cappellano don Ettore Bassani . I canti sono stati ben sostenuti da un folto numero di Suore Marcelline, strette attorno alla loro Madre Generale, Suor Mariangela Agostoni. Si è creato un cenacolo di preghiera raccolta e di gioia spirituale.

A partire dalle due date di nascita e di morte incise sulla lapide all’ interno della Cappella (1801 – 1879), il Prevosto ha subito indicato come furono difficili quei tempi. Don Luigi nasce 14 anni dopo la Rivoluzione Francese, un evento che sconvolse l'Europa di allora. Nulla più fu come prima. Tenuto conto che dopo una rivoluzione ci vogliono decenni o secoli per una sedimentazione storica, si può ben capire come per il Biraghi non fu per nulla tranquillo vivere in quei tempi tumultuosi. L'altro fatto fu la nascita dello stato italiano e questo comportò la fine dello Stato pontificio. A Milano il clero si trovò diviso tra chi era pronto alla novità e chi guardava il passato con nostalgia. E don Luigi visse queste situazioni con l'occhio attento di chi si lascia guidare dallo Spirito e si domandava che cosa chiedesse a lui il Signore.

Nel campo dell'educazione vide il bisogno di intervenire per infondere la sapienza cristiana e preparare così spose e mamme cresciute alla scuola del Vangelo. Per questo è nata la Congregazione delle Suore Marcelline, da lui voluta a prezzo di grandi sacrifici. Inoltre si prodigò per la riconciliazione del clero in una effettiva comunione di cuori e di pensiero. Quante delusioni anche in questo campo. Il Prevosto, passando, poi, a commentare le tre lettere della Parola proclamata, ha citato un passo di Michea, 6, 6-8 in cui Dio ci ricorda che non ha bisogno dei nostri sacrifici di vitelli o montoni, né di incensi né di olio, ma gradisce l'offerta delle nostre persone, del nostro cuore semplice, umile e mite. Così fu il Beato. Così educò i seminaristi. Così formò le sue figlie spirituali. Il celebrante ha poi fatto risaltare, attraverso la seconda lettura ( Colossesi 1, 24-29), la passione missionaria di don Luigi Biraghi. E ,collegandosi al Vangelo di San Luca (10, 1-9), ha descritto come deve essere il discepolo inviato in missione: egli deve fidarsi solo di Dio, mai di se stesso o delle cose. Non deve perdere tempo in inutili convenevoli lungo la strada: l'evangelizzazione è un compito urgente. Il Beato ricorda a noi che tutti siamo mandati a testimoniare Gesù, tutti dobbiamo andare fidandoci di Dio senza paura.

Don Ettore ha concluso animando i presenti alla speranza e invitandoli a pregare il Padrone della messe perché susciti tanti discepoli disponibili alla missione. Grazie al celebrante per la sua profonda meditazione! I nostri cuori hanno accolto la sua sollecitazione! Il carissimo Padre Fondatore continua a parlarci!

Grazie, grazie!

 

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