Pellegrinaggio Suore Marcelline di Lecce con i giovani.

9 - 22 agosto 2011

Tutti uniti nella fede (dal resoconto di Sofia Stefanelli)

Da pochi giorni siamo tornate in Italia e già la nostalgia della Spagna si fa sentire. E' stata un’esperienza di vita che è difficile descrivere a parole.

Il 9 agosto ci ritroviamo tutti, pellegrini di tutte le età, alle 7:00 del mattino per partire in autobus dal Foro Boario di Lecce alla volta di Napoli. Dopo un viaggio alquanto stancante arriviamo a Cuenca in Spagna, la mattina dopo con un po' di anticipo rispetto al previsto.

Il nostro soggiorno a Cuenca è durato cinque giorni: magnifica accoglienza delle famiglie e dei volontari. Non mancava nulla; soprattutto era presente quello spirito di fede e di gioia che ci ha uniti fin dal primo giorno e ci aiutava a superare le difficoltà della giornata. Abbiamo scalato montagne, passeggiato in città, visitato persone bisognose e, nonostante la stanchezza si facesse sentire, nulla riusciva a fermarci! Ma tutto ciò che è bello dura poco e i cinque giorni di permanenza a Cuenca sono volati via.

Ci dirigiamo verso Aranjuez , un paesino a mezz’ora da Madrid. Arrivati troviamo ospitalità in una palestra. Il caldo soffocante non ci ha impedito tuttavia di vivere giorni pieni di emozione e di gioia, in un'unità di ideali sempre più forti. La cosa più bella era, scesi dalla metropolitana che ogni giorno ci portava a Madrid, trovare centinaia e centinaia di pellegrini da tutto il mondo uniti nella grande piazza Cibeles per accogliere Papa Benedetto XVI con entusiasmo e grande allegria.

Metropolitana di Madrid

Piazza Cibeles: in attesa del Papa.

La veglia a Quatro Vientos, l’aereoporto di Madrid, è stata una notte assai movimentata a causa della pioggia che ci ha sorpreso alla sprovvista e forse per questo ancor più bella!

Zaino in spalla, valigia tra le mani il 22 sera alle 23:00 con grandissimo malincuore partiamo per Barcellona per poi prendere l’aereo e ritornare in Italia.

A dir la verità in due settimane non ho mai provato tante emozioni: il contatto con gente straniera, nuovi volti, nuove lingue, migliaia e migliaia di esperienze e di scoperte che hanno reso quei giorni così ricchi ed interessanti.

E' difficile da spiegare a parole, si può solo immaginare.

Ora serberemo sicuramente un bellissimo ricordo da raccontare agli amici, ai parenti e ai conoscenti. Aspettiamo con impazienza l’estate 2013 per rivivere insieme a quelle migliaia e migliaia di persone la GMG a Rio De Janeiro.

Sr Luana con due giovani pellegrini.

Riflessioni sulla Giornata Mondiale della Gioventù (dal resoconto di Luigi Emanuele Costa)

L’esperienza vissuta alle G.M.G. non è di quelle che possono essere trasmesse pienamente, se non sei tu a viverla di persona.
Al momento dell’iscrizione ero un po’ confuso: non sapevo che tipo di esperienza stavo per intraprendere . Il giorno della partenza ero tuttavia felice, pronto come ero a lasciarmi guidare dalla curiosità e dall’avventura.

Arrivati a Cuenca sono rimasto colpito dalla presenza di molti giovani, dall’ospitalità delle famiglie, ma, soprattutto, dalla felicità con cui questi giovani ci aspettavano, con trepidazione, da un anno. Per molti aspetti poteva sembrare un vero e proprio “suicidio”: la mancanza della propria famiglia e delle comodità, il pensare che tutti i nostri amici si godevano “La Notte Di San Lorenzo”, mentre noi dovevamo camminare ore e ore sotto il sole, affrontando anche problemi di salute, come il calo della pressione e gli attacchi d’asma. Eppure tra quella moltissima gente vi erano degli handicappati e dei malati su sedie a rotelle. Perché noi non avremmo dovuto farcela?

La cosa più bella era che tutti noi eravamo lì per uno scopo comune: conoscere e incontrare DIO, un DIO non presente fisicamente, ma, per chi lo sapeva notare, chiaramente presente in tutti noi.

Era presente nei ragazzi di Cuenca quando a noi, stanchi del cammino, offrivano con gioia delle bottigliette d’acqua fresca, era presente quando a noi, morti di caldo, la gente gettava acqua con profusione dalle case, era presente quando il ragazzo alla tua destra batteva le mani e subito automaticamente le battevi anche tu, contagiando quello alla tua sinistra. Dio si rendeva pure presente in quel “¡Esta es juventud del Papa!” gridato in coro e anche nelle nostre suore che, in quell’occasione, ci sembravano più aperte e simpatiche del solito. Insomma DIO è stato presente durante tutto il nostro cammino: nei momenti difficili e in quelli divertenti e belli come la convivialità del pranzo e della cena, come il bagno in piscina, come la musica e la danza della pizzica per le strade spagnole e l’incontro di tantissima gente proveniente da un mondo così diverso, ma pronta a socializzare allegramente con te.

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