Visita alla famiglia della Signora Bibe

Albania, Saranda - marzo 2016

Suor Daniela e suor Anna con due collaboratrici mostrano la gioia per questo incontro.

Suor Laura Radif, in visita ad una famiglia con le suore di Saranda ed alcune collaboratici di Arona, ci parla della sua felice e commovente esperienza.

Una mamma con quattro figli di cui due handicappati. Lei, fin da giovanissima, è completamente dedita a questi due.

Bibe – questo il suo nome - è una donna eccezionale, sempre serena.

Per far fare la foto ai suoi due figli, cosa che ci ha chiesto, ha dovuto far spostare la figlia dal letto al seggiolone.

In che modo l’ha fatto? Come fosse normale per lei, si è seduta letteralmente sulle ginocchia della figlia, se le è caricata sulle spalle (la donna avrà almeno settant'anni) e l'ha appoggiata al seggiolone con le rotelle. La figlia non parla, ma sorride, come lei. Il figlio si sporge dal letto con le sbarre e fa una specie di sorriso per la foto.

Suor Betty, e suor Daniela con la Signora Bibe

Bibe è molto amica delle nostre suore, che vanno a trovarla per stare un po' con lei e le portano soprattutto pannoloni per la figlia handicappata. Questa donna che ha una casa decente, quasi curata, sceglie di dormire su un divano tutto rotto, in una tavernetta al freddo (c'è un camino che va, ma fa freddo) con i suoi due figli che non possono alzarsi. Ha paura a lasciarli soli di notte. C'è un odore non piacevole! Soprattutto bisogna che Bibe sia disposta ad alzarsi per accudire ai due figli. Questo, tutte le notti!

Il marito accetta questa moglie così generosa. Lui guarda...

La donna è talmente cara che, quando le suore vanno a trovarla, vuole a tutti i costi riempire il bagagliaio della macchina con i suoi prodotti dell'orto: limoni, verdure, ecc. Eppure, vi assicuro che soldi non ne ha, infatti gradisce molto i pannoloni.

Unico suo desiderio di Bibe: vivere con i suoi figli e morire con loro. Dice infatti: “Io chiedo al Signore che ci chiami tutti insieme! Quando Lui vuole”.

Uno sguardo che traluce pace, perché dire gioia è troppo.

Noi tutte usciamo da questa casa portandoci via un grande regalo: una testimonianza che ci cambia, dentro.

Questo sito utilizza i cookie. Continuando a navigare in questo sito, concordi con la nostra politica sui cookie.