Corso di formazione Presidi e Consigli di Presidenza

Milano, Quadronno - 9 febbraio 2011

«Nei difficili tempi in cui ebbe a vivere, il Biraghi ebbe il coraggio degli arditi progetti, ma pure delle scelte meno esaltanti, della perseveranza nelle contraddizioni, della fedeltà al dovere» (Positio super virtutibus, LXIV).

I disagi del cattivo tempo di questi giorni non hanno impedito ad una cinquantina di partecipanti, direttori e docenti, religiose e laici, di essere presenti alla giornata di formazione.

Numerosi i rappresentanti delle nostre scuole di Arona, Bolzano, Genova, Lecce, Tommaseo e Quadronno.

 

Dopo un breve tempo dedicato all’accoglienza e la preghiera del mattino, Suor Marimena Pedone, responsabile della Comunità di Lecce e delegata del Brasile fino al 2004, ha evocato i 100 anni delle Marcelline in Brasile, illustrando all’assemblea, con competenza e vivace esposizione, l’influenza del nostro stile educativo sulla società brasiliana.

Qui di seguito la sua lunga, ma interessante carrellata dell’operato marcellino in Brasile.

Suor Marimena Pedone

La presentazione di Suor Marimena ha avuto inizio con il racconto del sogno di Suor Antonietta Valentini, poi rivelatosi profetico.

Un grande albero con abbondanti frutti affondava le sue radici nell’oceano ed estendeva i suoi rami, da una parte, verso l’Europa e, dall’altra, verso le Americhe. Nella visione erano rappresentate anche due bandiere: una italiana, l’altra dai colori giallo e verde (colori della bandiera brasiliana); da una parte il duomo di Milano e dall’altra una nave sospinta dagli angeli. Il sogno è stato poi rappresentato dalle suore di Botocatu con un grande ricamo incorniciato.

Nel 1905 Madre Acquistapace pensa già ad una possibile espansione, ma in quale paese? Ogni dubbio svanisce quando Madre Acquistapace, recatasi a Roma e ricevuta in udienza dal Papa S. Pio X, si sente incoraggiata dallo stesso Pontefice ad avviare una nuova opera in Brasile. Nella nostra Sede Regionale di San Paolo conserviamo la benedizione del Santo Padre, scritta di suo pugno, con cui ci incoraggia a lasciare l’Italia per questa fondazione.

Nel 1912 la Congregazione decide di aprire una casa nella piccola città di Botucatu (stato di San Paolo), diocesi appena fondata e retta da sua Ecc. il Vescovo Lucio Antunes De Souza. Questi chiede alla Congregazione di occuparsi dell’educazione nell’interno dello stato di San Paolo, dove era presente una numerosa mano d’opera di immigrati italiani. Suor Antonietta Valentini, allora vicaria generale, parte con altre due suore: Suor Giuseppina Fantino e Suor Elisa Varenna.

L’epica partenza, il 7 marzo 1912, da Genova sulla nave Principe Umberto è descritta in un diario da Suor Rita De Stefanis.

Le pioniere arrivano a Santos il 19 marzo e il giorno seguente, 20 marzo, dopo nove ore di treno, arrivano a Botocatù (stato di San Paolo). Il vescovo, monsignor Lucio de Souza, consiglia le Suore di comperare un grande terreno per la costruzione di un collegio. Quindi l’opera di costruzione prende inizio e, alla vigilia di Natale del 1912, si inaugura il Collegio degli Angeli, come venne chiamato. Nel febbraio 1913 ha, poi, inizio l’anno scolastico.

Collegio di Botucatu

L’anno successivo scoppia la prima guerra mondiale: le suore rimangono isolate, ma ampiamente gratificate dal fatto che la loro opera educativa è bene accolta e molto apprezzata. Nel 1917 le educande sono già 150.

Nel frattempo suor Antonietta Valentini è eletta Madre Generale.

Madre Antonietta Valentini

Interessante la lettera che Madre Valentini da Botucatu scrive alle suore di Tommaseo. Potremmo definirla un Magnificat per tutte quello che Dio ha operato in poco tempo - solo sette anni - per mezzo delle Suore. La fondazione in Brasile ha un notevole sviluppo e una crescita materiale e spirituale: in pochi anni 190 educande e le prime vocazioni brasiliane, in un paese dove non si aveva nessuna idea della vita religiosa. Nel 1921 si apre, infatti, a Botucatu il noviziato.

Fin dall’inizio, le Marcelline hanno aperto delle scuole gratuite per i meno abbienti. Così oggi esiste alla periferia di Botucatu l’opera sociale Madre Marina, scuola dell’infanzia dove tutto è gratuito e i bambini possono avere un pasto, assistenza medica e godere di tante attività ludiche e musicali (tipica la banda). Tutto questo crea anche lavoro per la gente che non ne ha.

Nel 1924 la Madre Valentini sollecitata dal vescovo di San Paolo, acquista un terreno a Perdizes, un bel quartiere di San Paolo dove oggi sorgono un Collegio, la Sede Regionale, l’Università ed un Pensionato. La realizzazione di queste opere si deve ad una grande animatrice marcellina, Suor Sofia Marchetti che fu aiutata e sostenuta, per la parte architettonica, dal fratello ingegnere.

Collegio di San Paolo

Nel 1927 cinque suore, venute da Botucatu, fondano il Collegio di Muriaé, nello stato di Minas Gerais. Venendo incontro alle esigenze delle famiglie più abbienti che abitavano nella zona rurale o in piccole borgate, le suore fondarono un internato in cui si svolgeva l'attività educativa con grande attenzione alla formazione della donna. Nel 1994, con l'estinzione dell'internato, e in seguito alle trasformazioni sociali, economiche e politiche del paese, per venire in contro alla comunità locale, la scuola diventò mista con l’obiettivo di collaborare all’educazione e alla formazione della famiglia.

Ascoltiamo la testimonianza di due suore ancora viventi ed ex alunne, suor Iolanda Scavigioli e suor Olga Magdalena che hanno conosciuto le suore fondatrici: “Queste suore pioniere, insieme ad altre venute in seguito, hanno lasciato un’impronta profonda, cioè una spiritualità solida, semplice e seria, fondata su un grande amore a Gesù Salvatore. Gesù le infiammava e dava loro la forza di superare mille difficoltà, piccole e grandi; erano donne emozionalmente mature e coraggiose che non si preoccupavano delle apparenze, donne di preghiera e di azione, donne forti, materne, buone e determinate. Sapevano elogiare e correggere quando era necessario. Non si lasciavano vincere dalla stanchezza e dallo scoraggiamento. Hanno saputo affrontare l’ignoto: lingua, costumi e cultura. Nell’ambiente della casa, benché sobrio, si respirava il buon gusto e si imparava a coltivarlo; esse si applicavano allo studio ed esigevano studio per svolgere con frutto la missione di educare. Erano rispettate per la serietà della loro vita di religiose nella Chiesa e nella società.”

Sempre a Muriaé, all'interno della zona mineraria, sorse per opera delle Marcelline la Facoltà di lettere e pedagogia, la prima, in questo luogo, ad offrire a delle ragazze, l'istruzione universitaria. Recentemente, in occasione del 50° di fondazione, abbiamo potuto ascoltare la testimonianza dei primi laureati. Fondata nel 1961 per decreto federale, ha iniziato la sua attività con corsi di Lettere e di Pedagogia fin quando, nel 1967 si trasferisce in un edificio moderno con ampie strutture.

Facoltà Santa Marcellina di Muriaé

Oggi la Facoltà di Filosofia, Scienze e Lettere Santa Marcelina, FAFISM, offre anche corsi di Matematica, Fisica e Chimica a cui si sono aggiunti recentemente corsi di Scienze Biologiche, di Storia e di Geografia. L'istituto propone anche corsi per i laureati e specializzazioni in tutti i settori dell'istruzione. Da 50 anni la FAFISM continua il suo impegno di formazione, coniugando fra loro cultura umanistica, scientifica, formazione umana e cristiana in un mondo che è in costante mutazione. A livello nazionale gode di molto prestigio. Ha contribuito a migliorare la qualità professionale degli insegnanti, oltre che a migliorare il livello culturale degli abitanti di questa zona.

Il carisma marcellino si è poi esteso ad altre attività sociali e pastorali.

A Itaquera, cittadina vicina a San Paolo, le Marcelline hanno comprato un terreno per costruirvi una casa di riposo delle suore. Una suora italiana medico stava per arrivare in Brasile: nasce un piccolo ospedale che ha avuto uno sviluppo enorme, perché oggi gli ospedali sono diventati quattro, tutti vicini l’uno all’altro. Lo stato di San Paolo ha, infatti, affidato queste strutture alla gestione delle Marcelline, le quali, da buone educatrici, si sono occupate della formazione umana e professionale del personale, in particolare, degli infermieri (Scuola infermieristica Sofia Marchetti).

Inoltre esistono quattro scuole dell’infanzia coordinate dalle suore: un centro della gioventù per gli adolescenti con corsi vari di formazione. Attraverso questi adolescenti si raggiungono, poi, le loro famiglie.

La Facoltà di San Paolo FASM prepara tecnici di radiologia, di contabilità ospedaliera ed infermieri.

Suor Rosane Ghedin - Ospedale Santa Marcellina - San Paolo

La Casa Emmaus accoglie i malati con le loro famiglie. Ques’opera è stata affidata, soprattutto ai nostri laici marcellini. Vi è pure una scuola per gruppi di giovani in difficoltà (drogati, ecc.) che vengono aiutati dai giovani. Altro progetto, in collaborazione con lo stato, è l’educazione all’attività musicale.

Suor Maria Rosa Gambella in Amazzonia, a Porto Velho, ha lasciato di sé un ottimo ricordo nel lebbrosario e nella scuola. Per i lebbrosi e per tanta gente della zona è sorta, in seguito, un’officina ortopedica ed una scuola per i figli dei lebbrosi e per tutti coloro che lo desiderano.

La missione delle Marcelline si estende inoltre a Bahia - Terranova, dove le suore collaborano con un centro educativo per minori. Oltre alla distribuzione di viveri, questo centro offre attività formative e corsi professionali, una scuola materna ed elementare, un centro di pastorale e un ambulatorio con distribuzione di medicinali.

Madre Maria Angela Agostoni in ascolto con alcuni insegnanti

A Bahia - San Sebastião do Passé, le suore sono presenti con attività sociali e pastorali, in particolare gestiscono un asilo nido.

A Cascacel nel Sud - Parana, le suore Marcelline lavorano in una casa di accoglienza di persone anziane abbandonate e svolgono un'attività pastorale universitaria ed una diocesana.

A Brasila, capitale del Brasile, le suore gestiscono un pensionato e una scuola di artigianato.

A Rio de Janeiro le Suore sono presenti con una scuola e un'opera sociale per i bambini delle favelas.

Suor Marimena ha, comunque, ribadito che fra tutte queste opere di carità, l’educazione, a cui le Marcelline si sono dedicate in Brasile, è quella più importante, poiché la carità più grande è dare alle persone dei valori che le aiutino durante tutta la vita.

 

Dopo una breve pausa il Dott. Giuseppe Petralia, Direttore Ambito Territoriale di Milano e Provincia - Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia, ha preso la parola. Tema del suo intervento: La responsabilità della Scuola per la società attuale e futura.

Suor Miranda Moltedo presenta il Dott. Petralia

Il dott. Petralia ha brevemente illustrato la trasformazione avvenuta in questi ultimi cinquant'anni nel sistema scolastico italiano e nella società. Ha messo in evidenza come si è passati da una scuola che dava valore al merito e mirava a formare una classe di dirigenti ad una scuola della omologazione, dove tutto è relativo, dove con la valutazione dei giudizi, che si sono sostituiti ai voti, si dice senza dir nulla e, nell’intento della democratizzazione della cultura e della scolarizzazione, si arriva al massimo dell’ingiustizia, penalizzando chi è motivato dallo studio e merita di essere gratificato. Si è passati da una società dell’obbedienza ad una società della critica e della contestazione, tutto questo allo scopo di creare una società più aperta, più critica, più costruttiva. In realtà questa cultura e questo tipo di filosofia hanno portato ad un impoverimento di valori e di qualità.

Rivolgendosi ai Presidi e agli Insegnanti presenti, il dott. Petralia ha sottolineato l’importanza e l’urgenza della riappropriazione della loro funzione educativa di insegnanti e di educatori, mediante una maggior professionalità e moralità. Un organico completo, ha aggiunto, non fa la qualità della scuola, bensì ogni singolo insegnante che sente la passione di ciò che fa come docente ed educatore. Abbiamo bisogno di una scuola che integri l’originalità e premi il merito. A chi obietta che i nostri ragazzi sono fragili, dobbiamo rispondere che i nostri ragazzi sono fragili perché noi li abbiamo resi tali.

Occorre, dunque, più coinvolgimento e maggior formazione educativa. Non si può abdicare alla non valutazione del merito.

Occorre preparare persone che sanno perché vivono, che conoscono se stesse ed sono capaci di sperare nel futuro.

Di qui, dunque, una maggior capacità, da parte dei docenti, di affabulare, di interessare, di appassionare, una maggior capacità di relazionarsi con la classe. Ogni insegnante deve rimettere in discussione, ogni giorno, la qualità delle sue proposte, deve sapersi guardare attorno, tenere conto delle esigenze socio economiche della sua regione, adeguare e cambiare il suo metodo pedagogico, il suo linguaggio e la sua decodificazione. La scuola ha bisogno di professionisti seri e di qualità che sappiano difendere, con il loro stesso operato, la dignità della loro professione e facciano rinascere l’uomo e la speranza.

 

Discorso dott. Petralia

 

Nel primo pomeriggio, Don Luigi Galli, Assistente Spirituale dell'Università Cattolica di Milano, ha svolto il tema che gli si era proposto: Costruire il futuro in una Scuola Cattolica.

Don Luigi Galli

 

E' bene, prima di tutto, domandarci se la Scuola Cattolica abbia un futuro e quali sono le condizioni e i presupposti perché ciò avvenga. Per Don Galli il primo requisito è che la scuola sia cattolica, radicata nella fede e autenticamente libera e universale, cioè rivolta a tutti, senza distinzioni, in cui sia, tuttavia, chiaro che ciò che si offre è la cultura cattolica.

La cultura cattolica è frutto di una sintesi rigorosa di secoli di storia ed essa comporta contenuti e metodi educativi. E' necessario però spogliarsi da certe incrostazioni e strutture spirituali perché ed è urgente andare all’essenziale: l’appartenenza ecclesiale e il carisma della carità.

E’ molto importante mirare ad una formazione teologica degli insegnanti della Scuola Cattolica.

La Scuola Cattolica, a giusta ragione, rivendica il proprio ruolo ecclesiale e, infatti, essa è parte integrante del mistero della Chiesa, è nata dal cuore della Chiesa, come possiamo leggere in un documento Giovanni Paolo II.

Allora più che chiedere che cosa la Chiesa sta facendo per la Scuola Cattolica, sarebbe meglio che la Scuola Cattolica si chiedesse che cosa essa sta facendo per la Chiesa.

Un altro requisito della Scuola Cattolica è che sia libera, capace di innovazione e di fantasia vere, capace di relazionarsi con le famiglie, di offrire sapienza, cioè di fare una sintesi di fede, ragione e cultura.

La Scuola Cattolica dovrebbe essere una scuola che prepari il futuro, una scuola molto critica, un luogo di razionalità e di ragionevolezza, una scuola che educhi i sentimenti e formi alla libertà dell’amore.

Questo sito utilizza i cookie. Continuando a navigare in questo sito, concordi con la nostra politica sui cookie.