30° ANNIVERSARIO DI FONDAZIONE (1981-2011)

Soggiorno “Mons. L. Biraghi” Cernusco sul Naviglio (Mi), 22 gennaio 2011

Ore 9,30 - Saluto delle Autorità e brevi interventi commemorativi (salone polifunzionale)

Intervento dell'avvocato dott. Antonio De Felice

Accogliere, sanare, custodire,  parole che esprimono un programma e che ben possono rappresentare il motto di questa Casa.

Il Dott Antonio De Felice presenta l’opera del Soggiorno Mons. Luigi Biraghi e dà avvio ai festeggiamenti del 30° anniversario di fondazione.

Vogliamo oggi ricordare il trentesimo anniversario dell’apertura di quest’opera, il Soggiorno Mons. Luigi Biraghi, oggi Residenza Sanitaria Assistenziale accreditata dalla Regione Lombardia.      

Vogliamo farlo con semplicità, senza  cerimonie altisonanti,  per vivere insieme un momento di riflessione su quest’opera, sul suo percorso, sull’attualità della sua missione.      

Vogliamo farlo anche attraverso il ricordo di Colei che la ideò e realizzò, Madre Elisa Zanchi, Madre generale delle Suore Marcelline dal  1951 al 1986. Alla Sua memoria, sempre viva non solo nella Congregazione ma anche in tutti quei laici che, come me,  hanno avuto la ventura di conoscerla e collaborare con Lei, vogliamo rendere omaggio ricordandone le altissime doti di Religiosa Marcellina e di guida illuminata di persone e vicende.

Madre Elisa pensò e realizzò quest’opera quì a Cernusco, dove è nata la Congregazione delle Marcelline, e come ampliamento del primo Collegio, opera, appunto, del Fondatore, il Beato Luigi Biraghi.

C’è quindi una radice robusta, un filo forte che ci riporta al Fondatore, che radica, appunto, quest’opera nel terreno fertile degli inizi della missione marcellina e che la incarna in questo tessuto sociale, in questa comunità cernuschese, in questo territorio.

Mi piace perciò ricordare che Mons. Biraghi fu consigliere comunale a Cernusco dal 1860 al 1873 e che fu quindi pienamente impegnato nella vita sociale, tra l’altro in un’epoca, quella dell’unificazione d’Italia di cui celebriamo quest’anno il 150° anniversario, non certamente facile. Fu nominato nella giunta comunale per la sua esperienza in campo economico, per la sua conoscenza del diritto amministrativo e per la sua autorità morale.

E’ interessante pure ricordare che Egli, come risulta dagli atti del Comune, fu nominato presidente della Congregazione della carità, della struttura comunale cioè che si occupava di assistere ed aiutare le persone più bisognose e fu nominato inoltre sopraintendente delle scuole elementari del paese.    

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Intervento dott. Gianpaolo Riva

La peculiarità di questo Istituto ha fondamento proprio su una visone antropologica specifica cristiana per la quale l’uomo è corpo, anima, tensione verso l’infinito ma soprattutto frutto del soffio vitale divino che ha dato origine a tutto:all’interno di questa visione , ogni singolo uomo, qualunque sia la sua condizione fisica, psichica sociale e culturale ha, pur nelle profonde diversità personali e culturali, il medesimo valore e pertanto noi dobbiamo farcene carico nella sua debolezza e fragilità.


Mossi da questa visione antropologica cerchiamo di  contribuire alla realizzazione di questo obiettivo occupandoci della fragilità delle persone anziane che qui sono ospitate, sforzandoci di fare entrare in questa visione Ospiti, familiari, e quanti ci lavorano.

Le radici di questa Opera sono antiche e solide e tutti coloro che a vario titolo e nei vari servizi vi operano,consapevoli del valore  e risultati del proprio impegno, sono quotidianamente impegnati a sostenerla e pronti ad accettare le nuove sfide e richieste che il futuro ci riserverà, con i piedi ben radicati nel passato più antico e recente e il cuore, la mente e le forze proiettate al futuro.

 Ricordo infine le linee fondamentali del nostro Cardinale che sono sicuro Madre Elisa aveva già anticipatamente in cuore pensando al suo Biraghi: “l’anima  e lo spirito del curare sono il 'prendersi cura'; il prendersi cura è espressione dell’ospitalità quale riconoscimento della uguale dignità di ogni essere umano e come espressione creduta e sperata della originaria ed universale ospitalità di Dio”. (Card. Tettamanzi)  

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Intervento della signora Marisa Franza, operatrice e rappresentante sindacale

Buon giorno a tutti.

Mi chiamo Marisa, lavoro in questa struttura da 16 anni.

In occasione di questa ricorrenza mi è stato chiesto di parlare brevemente della mia esperienza lavorativa.

Sono fiera, insieme ai miei colleghi, di fare parte di questa grande famiglia perché quando si sta insieme tutti i giorni, comprese le festività, e si collabora condividendo gli stessi obiettivi a volte anche con difficoltà, si finisce per essere come una famiglia.

Siamo grati al caro “Mons. Luigi Biraghi” e alla cara Madre Elisa Zanchi, che alcuni di noi hanno avuto il privilegio di conoscere personalmente e di apprezzarne le doti, la bontà e la gentilezza.

Le siamo molto grati perché ha fortemente voluto e sostenuto questa casa di riposo, dando a noi un posto di lavoro.

Perché si sa, il lavoro è dignità e ci permette di mantenerci e di mantenere e sostenere le nostre famiglie.

Grazie alle Suore che oggi continuano a portare avanti questa Casa, con tutto ciò che comporta!

A livello organizzativo siamo molto cresciuti, anche se c’è sempre da migliorare, e noi delegate ci impegniamo al massimo delle nostre possibilità per ottenere il meglio a livello lavorativo.

Penso che la struttura, grazie all’operosità di tutti, abbia un alto livello produttivo.

Sono certa che insieme proseguiremo su questa linea di collaborazione al fine di mantenere il buon nome di questa Casa che è molto apprezzata e stimata grazie alle Suore e a tutti coloro che, con i diversi ruoli e funzioni, qui lavorano con impegno continuo.

Ci impegniamo a soddisfare i bisogni dei nostri ospiti, li assistiamo durante l’igiene, durante i pasti, li osserviamo per poter intervenire con suggerimenti a migliorare il loro stato fisico ed emotivo, siamo il campanello di allarme per i medici, li coinvolgiamo nelle attività, ridiamo e giochiamo con loro.

Vegliamo sul loro sonno, li ascoltiamo, ci emozioniamo ai loro racconti, raccogliamo le loro confidenze mantenendo il massimo riserbo.

Mi viene in mente l’ultimo episodio di un’ospite che durante un turno notturno mi disse: ma cosa ci fai qui a quest’ora? Lavoro, risposi. E fino a che ora? Fino alle sette del mattino. Oh! Ma tuo marito lo sa? E non ti dice niente? Poi rivolgendosi alla mia collega Anna Maria le disse: ma bambina, anche tu stai fuori tutta la notte? Ma la tua mamma vuole?

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Intervento del Signor Giulio Bertolini, ospite dell’Istituto

Mi chiamo Giusto Bertolini e ho 91 anni;

ho fato la guerra tre anni nel deserto e poi prigioniero in Scozia. Mi sono sposato con la mia cara Maria e ho avuto una carissima figlia, Adelinda.

Ho sempre lavorato all’Ufficio Posta della ditta  di San Pellegrino, a Milano e ho sempre vissuto a Milano in zona Porta Vittoria.

Nel 1998 mia moglie  è stata ricoverata al Biraghi per una forma di demenza e cioè l’Alzheimer. Per 36 mesi precisamente dal 1998 al 2000, tutti i giorni ero qui da lei e capivo che la mia presenza era di conforto per lei. I dottori e il personale del Biraghi l’hanno sempre curata con amore e capacità.

Nel 2008 sono stato ricoverato all’Ospedale Santa Rita e operato per un ematoma alla testa: dopo l’intervento, a causa delle mie cattive condizioni di salute, il grande mal di testa, la depressione, la difficoltà nell’essere autonomo, sono stato ricoverato in questo Istituto e tuttora ci abito; mi trovo bene e ringrazio tutti delle loro attenzioni. Nelle mie giornate sono sempre molto coinvolto e impegnato nelle tante attività. Sono sereno  e contento e ringrazio di essere Ospite di questo Istituto.   Giusto Bertolini

 

Intervento del Sindaco Eugenio Alberto Comincini

Il Sindaco, dott. Eugenio Alberto Comincini, ha esordito con gli auguri di buon compleanno al “Biraghi”, struttura da trent’anni presente ed operante a Cernusco.  

Ha quindi evocato la figura del Biraghi, illustre cittadino della città di Cernusco, sottolineandone il ruolo di rilevante importanza civica, sociale e caritativa. La sua opera permane viva nel territorio e nello spirito della popolazione cernuschese.

Ha poi ricordato i suoi anni giovanili di volontariato al Soggiorno Biraghi, di cui ha apprezzato il clima sereno, l’accoglienza, l’ attenzione e l’assistenza.

Infine ha ringraziato chi ha avuto l’intuizione di creare quest’opera e l’ha donata alla comunità di Cernusco, chi la gestisce, chi  vi lavora e  vi dedica tutte le sue  energie.

 

Intervento di Madre Maria Angela Agostoni

Quindi ha preso la parola Madre Maria Angela Agostoni.

Madre Maria Angela ha ringraziato tutto il personale, ricordando con commozione coloro che hanno dato inizio all’opera e che hanno preso cura anche della sua mamma.

 Un ringraziamento particolare la Madre ha, poi,  rivolto all’ingegnere Viganò,  che insieme a Madre Elisa Zanchi, ha lavorato alla realizzazione del “Soggiorno Luigi Biraghi”.

Parole di gratitudine  sono andate anche a tutti coloro che hanno preparato la celebrazione e a coloro che, con le loro parole, hanno illustrato la storia, il carisma, l’organizzazione dell'opera.

La Madre ha, quindi, brevemente evocato la figura di Madre Elisa che, con sguardo accorto e intelligente, ha saputo scorgere nell’assistenza agli anziani, un bisogno della nostra società. A lei si deve quest’opera ricca di attenzione all’altro, di carità, di accoglienza,  di spirito di famiglia.

 

Premiazione del personale e degli ex dipendenti, meritevoli di un operato generoso e attento nei confronti degli ospiti del Soggiorno L. Biraghi

Sr Luisa Milani chiama ad una ad una le persone premiate che, fra gli applausi calorosi dei presenti, ricevono una medaglia commemorativa dalle mani della superiora, Sr Adriana Silvagni.

 

Benedizione del medaglione commemorativo di Madre M. Elisa Zanchi

Don Ettore Colombo, Sr Luisa Milani e Madre Maria Angela Agostoni durante la celebrazione di benedizione.

Lo scultore Enzo Secchi, autore dell'effige bronzea di Madre M. Elisa Zanchi.

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