Presentazione del libro: “La buona scuola pubblica per tutti statale e paritaria”

Milano - Istituto Suore Marcelline Piazza Tommaseo, 22 ottobre 2010

L’incontro ha avuto inizio con il saluto di Madre Maria Angela Agostoni, che ha ringraziato i numerosi partecipanti ed ha spiegato come è nata l’idea di scrivere questo libro. È nata da tante riflessioni, da tanti pensieri, da tanti scambi e, soprattutto, da una grande passione educativa, da una grande speranza, ma anche da un po’ di sofferenza nel non poter accogliere tutti quegli alunni che, per ragioni economiche, non possono frequentare le nostre scuole.

La Madre ha quindi sottolineato come questo progetto è stato incoraggiato e sostenuto da molte persone che, come noi, sono convinte dell’importanza dell’opera educativa, l’ opera delle opere. San Giovanni Bosco che sosteneva che educando e formando una persona miglioriamo la società, una affermazione analoga a quella del nostro Fondatore, come si legge nel testo fondazionale della Congregazione.

La Madre ha concluso il suo saluto di benvenuto incoraggiando a proseguire nel nostro impegno educativo, nella speranza che qualcosa possa cambiare in meglio. Questo libro non è solo un’ottima informazione sulla situazione della nostra scuola in Italia, ma anche uno stimolo e una speranza di un futuro migliore per la nostra scuola pubblica – statale e paritaria - perché questa si possa davvero chiamare “libera”.

Il prof. Paolo Mariani, moderatore dell’incontro, prima di cedere la parola ai relatori ha letto due lettere arrivate dal Sindaco di Milano, Letizia Moratti, e dall’Assessore alla Famiglia, Scuola e Politiche Sociali Mariolina Maioli. Per approfondire il testo, il prof. Mariani ha rivolto due domande per chiarire i tratti della buona scuola pubblica statale e paritaria:

  • Quali sono le differenze tra scuola statale e la scuola paritaria?
  • Esiste davvero una libertà di scelta di scuola o siamo sul filo dell’ingiustizia sociale?

Suor Miranda Moltedo risponde. Il libro è stato scritto per offrire un contributo stimolante sereno ed oggettivo al miglioramento del servizio scolastico pubblico statale e paritario. I tratti di ogni buona scuola devono essere quelli di una scuola amata, curata e valorizzata, a partire dalla propria dirigenza e docenza. Queste caratteristiche non dipendono solo dall’entità dei finanziamenti ricevuti dallo Stato e dalle famiglie, ma dipendono soprattutto dalle persone che ci lavorano e che assumono un ruolo non formale e impiegatizio, ma che vivono una scelta valoriale. Una buona scuola deve poter contare su di un personale formato, motivato e competente. Si comprende la necessità di un progetto, di un’anima espressa dal Piano dell’Offerta Formativa (POF) che si identifica con la mission che è la formazione dell’uomo e del cittadino.

La Prof.ssa Ada Bramato, dirigente scolastico di una scuola statale in provincia di Lecce, ha preferito parlare di ciò che accomuna la buona scuola statale e paritaria. Oltre al progetto di offerta formativa, proprio di ogni istituzione scolastica, la scuola deve decodificare la domanda sociale di istruzione e di formazione, mirando ai grandi traguardi formativi dell’essere uomo, dell’essere persona, dell’essere cittadino. La Buona Scuola deve certamente offrire dei valori, ma anche fornire competenze e mezzi che permettano ai ragazzi un miglior futuro economico e sociale. La domanda sociale di istruzione e di formazione deve essere calata nel contesto, il che esige un’opera di ricostruzione e di ponderazione di ogni buona scuola.

Il prof. Mariani in qualità di moderatore ha invitato il Senatore Valditara ad esprimersi sul tema della libertà dei cittadini.

Il Senatore Valditara: ha riaffermato alcuni principi che sono a fondamento della libertà educativa dimenticati: la scuola nasce con la preistoria, con il primo uomo la prima donna ed il primo bambino, Maria Teresa d’Austria diceva che il ruolo del maestro deve essere quello del buon padre di famiglia. Nella nostra storia l’educazione è sempre stata legata alla famiglia, la quale, come è detto anche nell’Art 30 della nostra Costituzione ha il dovere e il diritto di educare e istruire i figli e quindi di scegliere la scuola in libertà.

Maria Grazia Colombo presidente nazionale Agesc (Associazione Genitori Scuole Cattoliche).

Mariangela Colombo ha espresso il suo apprezzamento per questo libro, che tratta un argomento di attualità e di notevole importanza come quello oggi così urgente dell’educazione. Volendo far nascere la curiosità ed il desiderio di leggere questo libro, ha brevemente commentato alcuni brani del testo.

La presidente ha sottolineato l’importanza e la provocazione del titolo del libro: “la buona scuola” e non “una buona scuola” e si è chiesta se effettivamente in Italia si possa parlare di scuola libera e se ci sia una vera autonomia di scelta delle istituzioni e nelle istituzioni.

Maria Chiara Parola.
Una delle tre autrici del testo, in qualità di genitore, ha messo in risalto l’importanza della libertà di scelta dell’educazione per propri figli. Il concetto di libertà, ormai acquisito da tempo nella nostra società democratica, non viene, tuttavia, applicato nell’ambito della educazione scolastica.
L’autrice ha ribadito che non c’è contrapposizione fra pubblica scuola statale e scuola pubblica paritaria: poiché il sistema scolastico italiano è unico, le risorse dovrebbero essere equamente distribuite, cosicché la competizione dovrebbe essere solo in termini di qualità.
Nei capitoli IV e V è stato dimostrato con numeri e dati che la scuola paritaria consente allo stato italiano un notevole risparmio economico; ora, il fatto da parte dello Stato, di non garantire la parità economica, nega, in concreto, la libertà di scelta ai genitori e li penalizza. E’ necessario che lo Stato prenda atto di ciò e che garantisca a tutti l’esercizio di questo diritto. In quale modo? E’ stato proposto un voucher come eventuale, possibile soluzione.

Suor Anna Monia Alfieri.

Ha messo in evidenza l’importanza di avere delle scuole di qualità, siano esse pubbliche statali che pubbliche paritarie.
L’unica reale differenza, che non potremo mai eliminare, è quella di un modello di scuola differente.
Lo stato dovrebbe garantire ad ogni scuola la possibilità di offrire a tutti il proprio modello e una certa autonomia gestionale interna, senza spreco di risorse. Quindi Suor Anna Monia ha parlato di voucher per una sana competizione.

Alla domanda: “Come vi immaginate questo voucher?" Sr Anna Monia ha risposto così: “Tenendo presente il costo di un allievo in una qualsiasi scuola italiana, lo immaginiamo come un assegno che viene dato alle famiglie in base al loro reddito e che queste possono spendere liberamente presso la scuola da loro scelta per i propri figli. Questo perché si ritiene che la parità sia un diritto della famiglia e non della scuola.

Alle autrici del libro è stata rivolta un'altra domanda: “Perché dovrei scegliere una scuola paritaria?”

Ha preso la parola Sr Miranda Moltedo.

Correggendo il dovrei della domanda in potrei, Suor Mirando ha enumerato i motivi di una tale scelta:

  • Potrei sceglierla perché è una scuola pubblica ed è inserita nel servizio nazionale di istruzione
  • Perché è seria e, quindi,  merita la mia scelta
  • Perché, se sono cristiano, desidero che i miei figli possano essere educati ai quei valori umani e cristiani a cui io sono stato eduacato.
  • Come contribuente, potrei sceglierla perché ritengo che in questo luogo il voucher potrebbe essere investito nel migliore dei modi.
  • Perché i docenti sono tutti regolarmente abilitati e sono tutti in accordo con la mission della scuola: una garanzia che elimina ogni differenza di professionalità tra gli insegnanti e garantisce un buon apprendimento ad ogni studente.

Padre Francesco Alfieri, dell'ordine dei francescani minori, ha aggiunto altre motivazioni:

  • perché la scuola paritaria è attenta alla persona, alla famiglia e a tutto il contesto che ruota attorno al ragazzo.
  • Perché, nel mondo multi-etnico e multi-religioso nel quale viviamo, questa scuola  offre ad ogni persona la possibilità di esprimere al meglio se stessa.
  • per rompere il circolo dell’impotenza, per cui i presidi non possono più effettuare un controllo sui loro docenti.

Il Professor Adolfo Maria Comari che ha avuto il merito di guidare la stesura del testo.

L’editore Giuseppe Laterza ha espresso apprezzamenti sulla presentazione del testo ed il suo contenuto. Dato il notevole interesse già suscitato, l’editore si augura presto una seconda edizione.

I ringraziamenti alle tre autrici del libro

Gli autografi

I saluti

 

Registrazione dell'incontro

 

Per leggere articolo uscito su "il Giornale" del 10 novembre 2010, clicca qui

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