Di ritorno dalla GMG

Cracovia – 25-31 luglio 2016

La GMG: sempre una chiamata!

È stato bello ritrovarsi con i vecchi amici della GMG vissuta a Roma nel 2000, quando, con tutto il vigore della giovane età, si guardava il mondo con il desiderio di cambiarlo, aprendo le porte del proprio cuore a Cristo Gesù.

La partecipazione alla Giornata Mondiale della Gioventù è sempre un’occasione di rinnovamento nella fede per chi, nella sua vita, ha già incontrato Gesù e diventa scoperta per le nuove generazioni perché trovano una chiesa giovane, viva e bella.

Il “grande rumore” dei giovani, presenti all’evento, non può lasciare sordi o indifferenti. Come un fiume in piena si fa sentire la forza di chi, ancora oggi, esprime con coraggio il desiderio di conoscere e incontrare Gesù, di vivere l’amicizia con Lui e di seguirlo.

La misericordia di Dio, tema che ha accompagnato le catechesi dei giovani a Cracovia, si è riversata nel cuore di ciascun giovane superando ogni resistenza per lasciare spazio a Dio nell’amore.

L’accoglienza del dono, il sentirsi abbracciati da Dio e in Dio con i fratelli ha mosso migliaia di giovani verso una terra segnata dal dolore per ridare speranza al mondo.

Papa Francesco ha invitato i giovani a lasciare le “divano-comodità” per incontrare gli altri e abbracciare tutti, ad uscire dal quietismo che rende giovani annoiati e pensionati; parole che hanno “ferito” la coscienza di tanti giovani vittime di una cultura legata al benessere e al consumismo. Non poteva mancare l’invito di Francesco a guardare ai tanti mali presenti nel mondo d’oggi, soprattutto la guerra. Dov’è Dio? Dov’è Dio se nel mondo c’è sono la guerra e il dolore? Dio è in chi soffre!

Ed ecco, allora, che la presenza dei giovani di tutto il mondo a Cracovia ha testimoniato la forza di un popolo giovane che non ha paura di toccare la sofferenza di chi oggi è nel dolore a causa delle guerre, di chi non si lascia anestetizzare dall’informazione mediatica per rifugiarsi dentro le proprie mura a causa del terrore sparso nel mondo.

La fraternità, la comunione, la preghiera, è stata la risposta per esprimere la vicinanza a chi ha una bandiera diversa dalla propria sentendosi figli e fratelli di un unico Padre. (Suor Luana Rizzello)

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