Giornata Mondiale
della Vita Consacrata

Milano - Basilica di S. Ambrogio
2 febbraio 2015

 

Sono accorsi numerosi i religiosi e le religiose nella basilica di S. Ambrogio a celebrare, in comunione con il loro vescovo e con tutta la Chiesa, la giornata mondiale della Vita Consacrata. Una celebrazione festosa e particolarmente solenne, in questo Anno della Vita consacrata, voluto da papa Francesco in occasione del 50° di promulgazione del Decreto Perfectae caritatis del Concilio Vaticano II.

Dopo la benedizione delle candele, la tradizionale e suggestiva processione ha preso avvio dalla cappella che conserva le reliquie di Santa Marcellina, modello di vita verginale, tutta dedicata à Dio e alle opere di carità. Con l’Arcivescovo, card. Scola erano presenti anche Mons. Paolo Martinelli, vicario episcopale per la vita consacrata maschile, Mons Luigi Stucchi, vicario episcopale per la vita consacrata femminile e l’Abate di S. Ambrogio, Mons. Erminio De Scalzi.

Nel suo indirizzo di saluto, monsignor Paolo Martinelli ha affermato che “I consacrati e le consacrate desiderano essere pienamente inseriti come risorsa originale nella Chiesa ambrosiana, accompagnando quotidianamente famiglie, giovani e anziani, condividendo i loro percorsi di vita”.
E ha ricordato che “esiste una lunga storia di dedizione realizzata in terra ambrosiana dai consacrati e dalle consacrate, attraverso innumerevoli opere di carità, di accoglienza, di educazione, di cura e di animazione culturale.

Non di meno – ha aggiunto Mons Martinelli - sono sempre state al cuore della Chiesa ambrosiana anche le tante sorelle e fratelli dediti alla vita contemplativa nei diversi monasteri sparsi nel nostro territorio, fedeli testimoni della scoperta del Dio vicino”.

La lunga processione dei consacrati ha poi percorso l’atrio di Ansperto, illuminato ancora dal sole vespertino, portando al suo centro l’antica icona della Madre di Dio.

All’interno della basilica, il canto dei dodici Kyrie, tipici delle solennità ambrosiane, e le fiammelle accese in ogni parte della chiesa ricordano simbolicamente la luce e la gioia che la Vita Consacrata è chiamata a donare al mondo di oggi.

La celebrazione eucaristica è presieduta dal cardinale Scola e concelebrata da un centinaio di sacerdoti.

All’omelia il Cardinale dice:

«In un tempo come il nostro, soprattutto nella cultura del nostro Occidente opulento, così caratterizzata da vertiginosi cambiamenti, da grandi scoperte tecno-scientifiche e al contempo agitato da inquietudini sociali profonde, dalle difficoltà dell’incontro con altre religioni, popoli e etnie, Gesù si presenta in mezzo a noi e ci spinge a essere testimoni in un modo diverso; egli ci stimola a vivere in modo diverso e luminoso gli affetti, il lavoro, il riposo, il dolore, il male, l’educazione, la giustizia, e tutto ciò a cui siamo chiamati a vivere attraverso i vari carismi. Cristo viene a noi come principio di nuovo umanesimo, che rimette al centro l’uomo, qui e ora, nell’oggi nelle relazioni fondamentali che noi cristiani chiamiamo in un modo preciso: relazioni di comunione».

«L’Anno della Vita consacrata non riguarda soltanto le persone consacrate ma l’intera comunità cristiana [...]. E’ evidente, tuttavia, che un posto singolare, nella Chiesa, sia occupato dai Consacrati. [...] Monasteri, comunità, centri di spiritualità, cittadelle, scuole, ospedali, case-famiglia e tutti quei luoghi che la carità e la creatività carismatica hanno fatto nascere, e che ancora faranno nascere con ulteriore creatività», scrive, infatti, papa Francesco, «devono diventare sempre più il lievito per una società ispirata al Vangelo». Per questo è importante - conclude l’Arcivescovo rivolgendosi direttamente ai presenti - che viviate la vostra consacrazione inseriti nella Chiesa come ispiratori e protagonisti di un nuovo umanesimo, di cui anche la terra ambrosiana ha tanto bisogno. Allo stesso modo è importante che la Chiesa ambrosiana, le sue istituzioni e le sue parrocchie, movimenti e gruppi riconoscano e promuovano questa chiamata profetica, perché essa contribuisce a mantenere la Chiesa particolare a immagine della Chiesa universale. Sia la vostra stessa forma di vita in obbedienza, povertà e verginità a essere profezia, richiamando tutto il popolo cristiano alla libertà dei figli di Dio. La vostra povertà evangelica insegni il senso dell’uso dei beni e delle risorse come dono da custodire con responsabilità; la vostra vita casta sia sostegno ed indicazione di un ordine giusto e fecondo degli affetti tra l’uomo e la donna, tra genitori e figli; la scelta della castità consacrata, che si sostiene e alimenta solo in Dio, non è una fuga dalle responsabilità della vita familiare, ma testimonia la via di una diversa fedeltà e fecondità, con cui le persone consacrate si legano all’amore assoluto di Dio per ogni uomo affinché nessuno vada perduto». Ascolta omelia –video su YouTube

Abbracciare il futuro con speranza vuol essere il terzo obiettivo di questo Anno. La speranza di cui parliamo non si fonda sui numeri o sulle opere, ma su Colui nel quale abbiamo posto la nostra fiducia (cfr 2 Tm 1,12) e per il quale «nulla è impossibile» (Lc 1,37). È questa la speranza che non delude e che permetterà alla vita consacrata di continuare a scrivere una grande storia nel futuro, al quale dobbiamo tenere rivolto lo sguardo, coscienti che è verso di esso che ci spinge lo Spirito Santo per continuare a fare con noi grandi cose. (Papa Francesco - Lettera apostolica per l'anno della vita consacrata).

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